Oltre Jung

“In definitiva Jung rimane ancora nella posizione della coscienza di essere, anche se allarga il suo discorso a tutto l’universo umano e lo coglie anche storicamente, cogliendo l’inconscio come la storia dell’uomo.
Fa, potremmo dire, quello che fa anche Marx, che ritiene di aver portato la dialettica dal cielo in terra; ma l’uomo che Marx considera è l’uomo storico, non l’uomo oggettivo, materiale e concreto. Oggi potremmo dire che, in un certo qual modo, Engels aveva intuito questo equivoco ed aveva cercato di superarlo.
Il femminile era rimasto fuori, era rimasto escluso; in definitiva era rimasta esclusa la vita concreta che, né Freud né Jung avevano preso in considerazione. Tutta la loro elaborazione si poneva sul piano del pensiero, e quindi ancora nell’occuparsi del cosiddetto inconscio, che rimaneva però altro dalla loro dimensione corporea.
Ed è questa la riscoperta che opera Montefoschi, con un ulteriore salto riflessivo, cogliendo come questo universo umano. questo inconscio, che è tutta la storia dell’umanità si dia necessariamente proprio all’interno della nostra essenza materiale e concreta.”

(Silvia Montefoschi, Mario Mencarini, ” Un incontro con il pensiero nuovo”, 1988, cit.pag.13)

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