968. Salvare l’anima: discorso sull’anima e la memoria.

Oggi stavo pensando al concetto di anima.

In fondo, mi dicevo, quando scrivo che “tutto è l’Io-Tu” non sto facendo l’apologia dell’anima nel senso in cui si dice che “ciò che conta è salvare l’anima”?

Praticamente, pur se utilizzando un’altra terminologia, dico la stessa cosa.

A questo punto per procedere oltre in questa riflessione sull’anima mi è parso utile far intervenire Giovanni (il Teologo) e Silvia (la psicoanalista).

Orbene Giovanni ci dice che il Logos in principio era PRESSO il Dio.

Cosa vuole dire?

E Silvia a sua volta ci dice, contrariamente a Jung, che l’anima non è una funzione psichica ma è una persona in carne ed ossa e quindi non è equiparabile nemmeno alla concezione propria a Freud che la considera solo come quell’aspetto femminile di una personalità che di solito e in gran parte o la si confina nell’inconscio o comunque la si lascia in ombra.

La realtà è che il mondo non è fatta per l’anima anzi il mondo nasce proprio nel momento in cui l’anima non viene tenuta PRESSO di sè ma la si proietta fuori dal Soggetto (soggetto duale, beninteso).

Il mondo nasce perchè il fidanzato ha cacciato l’anima dalla casa comune: il pensiero puro, il pensiero che pensa più solo il pensiero.

Sappiamo che questa cacciata è stata necessaria, questo c’è lo spiega la visione evoluzionistica dell’Essere fin da Platone che parla delle anime gemelle che si cercano e poi tutti gli altri discorsi della storia della letteratura e quindi del pensiero, sulle anime affini fino ad arrivare a Silvia che rilegge il concetto junghiano di “Coniunctio” affermando che solo “gli identici” possono congiungersi.

Eppure fu proprio perchè desiderosi di differenziarsi che “i due eterni amanti” si allontanarono l’un l’altro facendo esplodere la simbiosi assoluta che costituiva quel profondo sonno eterno per cui diciamo anche che “In principio era l’eternità” e che “In fine sarà l’infinito”.

Se vogliamo pensare ci conviene prendere degli appunti di ciò che abbiamo pensato in modo da non dover ricominciare d’accapo ma continuare a partire da lì dove eravamo arrivati e avevamo fatto tappa per riposarci dalla fatica del pensare.

Orbene la cultura, tutta la cultura è proprio questo prendere appunti.

L’urbanistica stessa, la pittura, la musica, i linguaggi stessi che continuamente si modificano, ma anche il nostro stesso corpo che è stato prodotto da micromodificazioni lungo i tempi storici evolutivi di altri corpi: corpi atomici, corpi molecolari, corpi minerali, vegetali e animali.

Agisce anche l’oblio con il suo potere disintossicante dela mente come fosse una squadra delle pulizie che interviene in azienda al termine dell’orario di lavoro per lasciare ciò che serve ancora e quindi può avere ancora una funzione, un avvenire e liberare il campo, lo spazio-tempo dalle inutilità, ciò che quindi non è più evolutivo.

La memoria è il pavimento, il campo-base ma è con l’anima che si scala la montagna.

E’ una follia voler fare a meno di un pavimento su cui poggiare i piedi ma oggi per la prima volta nella storia dell’universo si può fare a meno del pavimento, di un campo base detto in altri termini non c’è più bisogno di riposarci dalle fatiche del pensare.

Perchè?

Perchè oggi si può fare in modo che l’anima rimanga sempre Presso l’altro soggetto pensante, non c’è più bisogno di oggettivare l’anima ovvero di materializzarla collocandola nello spazio-tempo che produce massa, sia massa materiale che massa immateriale.

Oggi non c’è più bisogno di avere memoria ovvero di prendere appunti per timore di dimenticare i risultati della ricerca dell’attività pensante. Oggi infatti sappiamo che solo una cosa è sufficiente e anche necessario non dimenticare: l’Anima. Ma l’Anima è il Tu e l’Io non può dimenticare il Tu perchè si annichilirebbe come un elettrone spaiato da un protone o allontanatosi in un orbita eccessivamente esterna al protone, vagherebbe solo nell’immensità dell’universo e nessun “Tu” saprebbe di lui cioè si disintegrerebbe ontologicamente mancando di Essere nella misura in cui si allontana da un “Tu, un qualunque “Tu”, pur che sia un “Tu”.

Inoltre c’è da aggiungere il perchè oggi pensare non costa più fatica e quindi non necessita “riposo” anzi pensare stesso è divenuto riposo. Oggi infatti non c’è più altro da pensare che l’anima e con l’anima perchè il pensiero oggi non è più pensiero impuro cioè pensiero mondano, detto in altri termini è pensare il mondo che affatica per cui la vecchia umanità si è dovuta inventare quella che oggi è divenuta l’industria dell’Intertainement. Oggi si pensa più solo l’anima e con l’anima, praticamente si è sempre in uno stato sognante pur essendo nello stato di sveglia, quindi ci si riposa continuamente, almeno a livello mentale, il corpo ovviamente essendo di materia, prodotto dal mondo e per il mondo, non può che continuare a logorarsi e quindi a invecchiare e la sua carriera termina al cimitero in maniera inappellabile anche se c’è chi sogna umanamente troppo umanamente l’immortalità anche per il corpo animale.

Siamo arrivati così passo dopo passo, piano piano ma irreversibilmente al capolinea della storia universale.

Nutrire ancora vane speranze ingenue oltre che neganti il disegno universale è una follia per di più inutile.

Ci conviene invece piuttosto accondiscendere al progetto universale e liberargli la strada da ogni ultima resistenza.

Quando la nave affonda abbandonare tutto al suo destino, anche il proprio corpo.

Salvare l’Anima.

Salvare il Tu.

Il “Tu”: che non è più solamente il necessario ma oggi è anche il sufficiente.

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Una Risposta to “968. Salvare l’anima: discorso sull’anima e la memoria.”

  1. ALBA Says:

    Realmente significativo questo articolo: Grazie per avercelo donato così da condividerlo con te !

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