Al di là del bene e del male: la logica unitaria

Dicembre 2009

Caro Andrea,

Ti ringraziamo per la proposta di pubblicazione nel sito di alcune pagine del libro “Al di là del bene e del male: la logica unitaria”, pagine che saranno quelle che tu riterrai più significative. Forse possiamo far precedere la pubblicazione con alcune osservazioni e cioè che le tematiche affrontate nel libro:

Al di là del bene e del male: la logica unitaria

–  Dialogando con Silvia Montefoschi  –

sono trattate dal punto di visione della logica unitaria che è il piano di visione del SSR, punto di arrivo ultimo che il pensiero uno ha raggiunto in coloro che in esso si riconoscono. Il libro è nato in coincidenza degli incontri tra Silvia unita a Giovanni, Bianca e Fabrizio, avvenuti in questi ultimi anni; incontri in cui le tematiche fondamentali della nuova visione unitaria sono state trattate nella loro radicalità, come sempre è radicale la verità, e svolte, nel libro stesso, nella forma di dialogo.

Nuovamente grazie

Fabrizio e Bianca

Ciò che in me

si è detto

continua a dirsi

nel dire di

coloro che sono

con me

tutt’uno con l’Uno.

SILVIA MONTEFOSCHI

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Per dissipare equivoci sempre possibili: il concetto di “Dio” nel “Pensiero Uno oltre la psicoanalisi”

(solo il titolo del brano quì riprodotto è del webmaster di questo blog per meglio sintetizzarne il senso)

In questo libro, compaiono alcuni termini: “Colui che è”, “Pensiero Uno”, “Soggetto duale” e anche “dio” che non si riferisce al dio della Chiesa. Essi sono tutti sinonimi per indicare il principio originario duale. Duale,  perchè porta in sè il femminile, ovvero la potenzialità a che tutto ciò che è possa  attuarsi e il maschile ovvero l’atto quale attuazione della potenzialità ad esserci in tutto ciò che è così come è. Era sin dall’inizio dei tempi ma solo oggi si è rivelato essere la realtà vera di tutto ciò che esiste: il Pensiero Duale da sempre, per sempre, senza fine.

Non si trova nell’alto dei cieli, non è trascendente o astratto, nè onnisciente e onnipotente.

( Il brano quì riportato è stato tratto da pag.30- 31 di “Al di là del bene e del male: la logica unitaria – Dialogando con Silvia Montefoschi ” di Fabrizio Raggi, Zephyro Edizioni, 2007)

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” GiovanniSilvia, FabrizioBianca… ogni coppia intersoggettiva ”

(solo il titolo del brano quì riprodotto è del webmaster di questo blog per meglio  sintetizzarne il senso)

– Ricordo una esperienza fortissima quando eravamo a Genova: dei due, Giovanni e Silvia, che per la prima volta si vedono e nasce questo immenso amore, la vita è nata, l’uno al cospetto dell’altro. Si sono visti, si sono riconosciuti. Sono la stessa persona nelle due persone.

Nello stare insieme come state voi due, riuscire a percepire che non siete queste forme corporee, liberarsi di esse e sentirsi nettamente come due presenze pensanti l’una al cospetto dell’altra. Il “ci sono”.

– Ma queste due presenze sono i due principi originali?

– Sì sono così.

– Fermiamoci un attimo, è un interrogativo che pongo: nel momento in cui io sono in relazione con l’altro, Fabrizio, mi torna difficile…anche se so che l’altro è originale.

– Io posso dirti la mia esperienza: io Giovanni l’ho sempre sentito come il mio sposo eterno, l’unico, il solo con cui sono sempre stata e sempre sarò. E’ una sensazione enorme.

Quando io dico: il vivente di certo per percepirsi tale non  si pensa, ma si sente, si sente con gli organi di senso della mente.

E’ una sensazione fortissima!

E’ una sensazione.

Per me è sempre stato immediato sentire che io sono sempre stata con Lui da sempre.

E’ una sensazione. La logica esplicativa non è più adatta.

– Io in questo periodo mi sono messa in presenza a Giovanni, però nel momento in cui io sono in relazione con l’altro…

– Se noi cerchiamo di spiegare secondo la vecchia logica, è difficile spiegare. Spiegare è, come dice Giovanni, ancora trattare una trattazione trattando un’altra trattazione.

E’ sentire.

– Sì lo so…

– Per cui tu unita a Giovanni, ti relazioni a lui come se anche lui fosse unito a Giovanni.

– Ho capito, ho capito!

– Che poi è in quella frase: come Silvia è in Giovanni, Giovanni è in Silvia, tutti sono in Giovanni e Silvia; non è una frase teorica, è reale. In questo momento io non sono io.

Io sono con Giovanni e voi siete uniti a noi.

Giovanni ed io che siamo una sola persona, siamo al cospetto della vostra presenza e siamo tutti una sola persona.

Allora se tu sei con Giovanni quando sei con lui, tu vedi anche lui tutt’uno nella relazione.

Ma non che bisogna necessariamente comunicarsi i pensieri, creare sistemi filosofici. Questo è già stato fatto. Ormai è più soltanto il “ci sono” al cospetto dell’altro “ci sono”.

Ci siamo.

E’.

Io sono te e tu sei me per l’eternità e riconoscersi.

– Ogni coppia può essere Silvia e Giovanni?

– Sì, ogni coppia può essere Silvia e Giovanni, ma riconoscendo che la coppia è una sola, la Presenza originaria. Non è che ci sono tante coppie. Non ha caratteristiche differenzianti.

La Presenza alla Presenza non è solo Silvia e Giovanni, ma si realizza con chiunque sia, ogni volta che si instaura il rapporto di intersoggettività.

Altrimenti facciamo di nuovo tante coppiette separate e torniamo alla egoicità, anche se dei due, e alla frammentazione. Ogni volta che ti relazioni all’altro, egli è il tu della relazione intersoggettiva, la Presenza al cospetto della Presenza. Chiunque esso sia, in due, in tre, in quatro.

( Il brano quì riportato è stato tratto da pag.157- 160 di “Al di là del bene e del male: la logica unitaria – Dialogando con Silvia Montefoschi ” di Fabrizio Raggi, Zephyro Edizioni, 2007)

EPILOGO

Con il termine transustanziazione del corpo in pensiero (o spirito), non si intende il cambiare sostanza a ciò che è, ma riconoscere la sostanza vera che già è tutto ciò che è. Ovvero il Pensiero Unico e Duale che, da sempre, è l’essenza vera di tutto ciò che esiste.

Transustanziazione non è quindi l’azione di un Soggetto che agisce su qualcosa di esistente altro da lui per trasformarlo ma  è piuttosto un riconoscimento: il riconoscimento de lo spirito del corpo, quando il corpo stesso si riconosce e risolve nel Pensiero Uno, certamente in un chi lo riconosce tale. E ciò sia quando per corpo intendiamo il corpo fisico-materiale compresa ogni cellula e atomo che lo compongono (transustanziazione della materia), sia quando per corpo intendiamo ogni vicenda esistenziale, sia essa vissuta come positiva o negativa, come gioia o come dolore che passa attraverso il “corpo” ovvero attraverso la realtà concretamente vivente nel soggetto umano (transustanziazione della psiche).

Così pure con il termine transustanziazione dello spirito (o pensiero) in corpo si intende il riconoscimento de il corpo dello spirito, certamente in un chi lo riconosce tale, quando cioè lo spirito ovvero il pensiero stesso, si riconosce essere sia la materia del corpo fisico compreso ogni atomo ed ogni molecola organica e inorganica che lo compongono, sia quando si riconosce in ogni vissuto esistenziale patito dall’uomo sulla propria pelle, ovvero nella propria psiche.

I tre momenti che quì sono descritti separatamente (la transustanziazione del corpo e della psiche in pensiero e del pensiero in corpo), nell’esperienza non possono che darsi sincronicamente, nel senso che nel momento in cui il pensiero, nel soggetto umano, si riconosce in tutto ciò che è, sia esso il corpo fisico ovvero la materia, che in ogni vicenda esistenziale, nello stesso istante, tutto ciò che è si riconosce e risolve nel Pensiero Uno: il Vivente.

( Il brano quì riportato è stato tratto da pag.98 – 99 di “Al di là del bene e del male: la logica unitaria – Dialogando con Silvia Montefoschi ” di Fabrizio Raggi, Zephyro Edizioni, 2007)

Coscienza semplice - Autocoscienza - Soggetto Riflessivo Individuale - Soggetto Super Riflessivo

Questo è il link alla pagina che la Zephyro edizioni ha dedicato al libro di cui quì si è trattato: “Al di là del bene e del male: la logica unitaria – Dialogando con Silvia Montefoschi

Una Risposta to “Al di là del bene e del male: la logica unitaria”

  1. ida ferrari Says:

    In effetti siamo Uno nel grande movimento che ci anima tutti e che rende vero in ogni momento il nostro essere uno se stiamo e viviamo ciò che ci anima dall’interno collegati.La vita” è” in ogni istante, non ha bisogno di essere guadagnata,costruita, il verbo essere è sostanza che ognuno ha realizzato nel suo sviluppo di coscienza.
    Ora come dice Silvia “occorre solo viverla insieme” e questo ci porta al cambiamento di paradigma, ad un salto di coscienza che noi,l’unanità. intera stiamo vivendo, ritrovando e riunificando tutto il nostro contenuto di coscienza.

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