La realtà dell’uno vero e la memoria dell’universo

La finalità: l’uni-verso

“Se dunque la finalità era proprio la realizzazione dell’Uno,
e se l’Uno, nel realizzarsi tale,
si sottrae alla vista di chi lo cerca ancora fuori di sè, secondo la logica della separazione,
coloro che non sono stati coinvolti nel salto che la logica ha fatto su di sé
perdono la finalità per cui ordinarsi come sistema in funzione di un sistema sovraordinato,
in quanto il sistema sovraordinato al sistema uomo è appunto l’Uno
che si è chiuso in sè stesso, non facendosi più manifesto.”

(Montefoschi, “Dall’uno all’uno oltre l’universo”)

“Sicchè al livello inferiore di riflessione, dove persiste la memoria dell’esserci stato dell’essere nella coscienza dell’uomo, a sua volta punto di arrivo dell’evoluzione del pensiero fino al salto in questione, permane soltanto il movimento di espansione dell’universo, il quale, non più bilanciato dal simultaneo movimento di convergenza, e quindi non più contenuto, si accelerà fino alla totale estinzione dell’universo stesso.”

(Montefoschi, “Dall’uno all’uno oltre l’universo”)

“I singoli sistemi conoscitivi umani sono pertanto più soltanto dei pensati, che non possono in assoluto saper di sé stessi perchè non c’è più in assoluto chi sappia di essi.”

(Montefoschi, “Dall’uno all’uno oltre l’universo”)

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