GiovanniSilvia

di Andrea Morelli

L’autore del seguente sito sulla filosofa-psicoanalista Silvia Montefoschi aveva già avuto modo di esprimere la sua opinione per la quale egli considerava Silvia Montefoschi già morta fin dal giugno 1987 che è la data in cui nei suoi scritti autobiografici fa risalire la sua consapevolezza di essere tutt’uno con Giovanni Evangelista.

Questo sito era stato visionato dalla stessa Silvia Montefoschi prima della sua morte corporea avvenuta appunto il 16 marzo del 2011.

La psicoanalista aveva anche avuto modo di commentare questo sito dedicato interamente alla sua elaborazione filosofica e dei suoi allievi. Mi inviò infatti una lettera per posta, non tenendo lei nè internet nè computer, e questa lettera è pubblicata in questo stesso sito:

Lettere al webmaster

A seguito di questo ultimo evento pertanto ho preso la decisione di terminare definitivamente lo sviluppo ulteriore di questo sito e di lasciarlo così come è adesso con l’ultima data di aggiornamento che è del 3 febbario 2011.

Le uniche modifiche future saranno solo conseguenti a revisioni e correzione degli articoli che sono già stati scritti e anche questi nuovi aggiornamenti solo per quanto attiene a possibili errori di ordine grammaticale o sintattiche. Chi vorrà potrà comunque ancora aggiungere i suoi commenti o linkarne gli articoli ma nella sostanza nell’insieme questo sito web non verrà più modificato e verrà considerato concluso con la scomparsa fisica della filosofa-psicoanalista che ne ha ispirato la composizione e sviluppo.

Ma il lavoro di elaborazione comunque non si ferma ma continua su un altro sito, naturale continuazione di questo al seguente nuovo indirizzo:

http://logicaunitaria.drupalgardens.com/

Quì invece aggiungeremo ancora soltanto gli articoli presenti su internet relativi all’evento del 16 marzo 2011 tra cui il mio articolo che sto ancora preparando e che pubblicherò come l’ultimo articolo del sito e che è appunto questo articolo.

Post Scriptum: brevemente qui intendo precisare che in verità successivamente alla pubblicazione di questo articolo sono ritornato su questa decisione che era stata la mia prima istintiva reazione: non aggiornare più il sito sia pur continuando l’elaborazione ma in un nuovo sito. La costruzione di quel nuovo sito prosegue lo stesso ma sarà un sorta di sito mirror almeno nei contenuti anche se non nel designer che permetterà comunque anche in caso di problemi tecnici, che su internet sia sempre attivo un sito ben documentato sulla nuova logica unitaria oltre ad avere nuove funzioni software.

GiovanniSilvia la relazione

Silvia Montefoschi non c’è più

nè ci sarà mai più.

Da ora innanzi

il vivente,

l’unico essere vivente,

la persona della relazione,

l’archetipo vivente della relazione,

l’unico archetipo ancora vivente,

l’archetipo della Coniunctio

ha un nome: GiovanniSilvia.

Silvia

Silvia Montefoschi

non useremo mai più questo nome

per indicarti

per nominare quel che tu sei veramente

ma solo per indicare

chi ha scritto qui in Terra

sotto dettatura di Giovanni in Cielo

le sue ultime elaborazioni di pensiero

sempre su quel Logos che era in principio

da cui tutto nacque

ed arrivò a te come in una staffetta

di passaggio in passaggio

per essere esplicitato

approfondito

attuato.

GiovanniSilvia

voi siete la vita

solo voi siete la vita

la relazione

l’unica relazione.

La relazione che era in principio

adesso ha un nome:

GiovanniSilvia.


L’uso del termine “voi” mi si è posto naturalmente ma ritengo che si debba stare vigili affinchè la naturalità della vita come si è data fino ad oggi non prenda il sopravvento sulla riflessione che sola può superare il pregiudizio della vita come si da nell’epoca della fine della evoluzione storica della vita che vede la relazione infine emanciparsi definitivamente dalla sua storia, come il pensiero che si emancipa dalla sua memoria.

TU e non voi

in quanto i due nomi indicano sempre e solo Silvia

TU e non voi

in quanto i due nomi indicano sempre e solo Giovanni.

Giovanni non è altro che Silvia

e Silvia non è altro che Giovanni stesso

e sempre lo è stata Giovanni in persona.

Si tratta di un Due che non è mai due ma sempre Uno.

Si tratta di un Uno che è sempre Due pur essendo sempre Uno.

Due nomi per un unico e solo vivente: la Relazione.

La relazione non come relazione per così dire, ma come Persona appunto.

TU quindi,

sempre TU

solo TU,

GiovanniSilvia.

GiovanniSilvia per dire il mistero

il mistero

della Relazione che era in principio

che era

che è

e che sempre sarà

la Persona di Colui che è

la Persona della Relazione

di quella Relazione che era in principio

e che era anche il Principio,

la sostanza dell’Essere tutto:

TU.

GiovanniSilvia:

i due termini del Principio Dialogico.

Sarebbe lungo raccontare

la storia di questo mio incontro

e dovrei risalire all’incontro con la psicoanalisi più in generale,

Freud in primis,

dopo nemmeno due anni dal mio abbandono definitivo del seminario.

Non che la mia vocazione non fosse autentica

ma il processo di cristificazione universale

già in atto da due millenni

era già giunto ad uno stadio molto avanzato

e già si preannunciava

di lì a pochi anni ancora

la nuova coscienza unitaria oltre la croce

e quindi

oltre il mito/archetipo dell’eroe,

con la Coniunctio finale, ultimo archetipo ancora vivente,

dei due aspetti maschile/femminile

del Cristo universale ed evolutore.

Come dire che la storia,

la storia dell’evoluzione della coscienza beninteso,

proprio nella donna-cristo,

nel mio caso specifico Thérèse Martin

perchè così volle il destino,

volle indicarmi la medicina

la medicina suprema

capace di proiettarmi oltre la croce

e quindi oltre ogni conflittualità.

Anch’io fui un chiamato

ma chiamato a dare voce

alla radice stessa

del conflitto universale:

la questione del male.

Ne è una riprova

l’immediato incontro sincronistico con Jung subito dopo Freud

il cui pensiero mi ha condotto infine

alla sua allieva e continuatrice Silvia Montefoschi

l’ultima psicoanalista

che chiude definitivamente la storia eroica della psicoanalisi (1895 – 1987)

la quale ha traghettato la psicoanalisi oltre la stessa psicoanalisi

dando i natali alla nuova logica unitaria.

E poi ancora il ritorno della mia amica

(o interlocutrice del dialogo interiore)

conosciuta proprio grazie a letture cosiddette pie fatte in seminario

ritornata sulla Terra in relazione con me

dopo l’esperienza della tubercolosi

e la tentazione ateo-materialista.

La mia amica come amo chiamarla,

(o interlocutrice del dialogo interiore che dir si voglia)

che il mondo del soggetto riflessivo individuale

che è il mondo che detta la norma

avrebbe definito certamente matta

la quale entusiasta scriveva a sua sorella

il progetto

letto proprio nella Bibbia:

“divenire degli dei noi stessi”

(lettera di Thérèse Martin del marzo 1889 alla sorella Celine Martin).

Per lei doveva essere importante aver ritrovato il suo proprio pensiero

nel Libro, la Bibbia,

perchè già l’avevano ritenuta indegna del sacerdozio essendo donna

quindi doveva stare attenta a non mettersi completamente fuori dalla Chiesa, il suo sociale, seguendo il suo pensiero.

Ma è proprio con il suo pensiero che essa dovrà fare i conti alla fine

quella fine che per lei venne presto.

L’interlocutore terrestre

conoscendo bene la sua storia

così le dirà per prima cosa:

“Amica mia

non ti crucciare

io ti riconosco dio

che è più che sacerdote

beata

santa

o anche dottore.”

E tu sai quanto mi è costato

e mi costa

riconoscerti dio:

non è un semplice complimento,

io sono costretto

dal mio amore per te

a riconoscere il tuo essermi dio.

“Alla ricerca delle radici dell’uno”

ho definito la mia lettura di questo mio percorso personale

anche sulla base di un sogno fatto anni addietro e che illuminava

il mio travaglio personale in questo senso.

Quando all’inizio m’incamminai lungo la via della religione

prima di rivolgermi alla via della psicoanalisi come continuazione di quella ma ad un più alto livello di consapevolezza

allora ancora non potevo sapere delle necessità della storia

ovvero della dialettica sessuale

rivelatasi infine proprio grazie alla disciplina psicoanalitica

come la legge del tabù universale dell’incesto simbolico

con i suoi due articoli di legge

che ne regola

il suo essere paradossalmente

legge inviolabile e violabile allo stesso tempo.

La scoperta di questa legge fondamentale

dell’evoluzione naturale oltre che umana

la si deve proprio al lavoro pionieristico sui sogni

svolto da Sigmund Freud

che ha messo in luce

alla base di ogni aggregarsi umano

in qualsiasi sua forma

l’invariabile della dinamica edipica

che pertanto si fa norma del vivere sociale

e che fonda proprio quel Principio di Autorità

perennemente messo in crisi

proprio dalla perenne tendenza dell’Essere

ad andare oltre la logica della separazione

che comunque garantisce anche la distanza

e non solo la separazione

tra soggetto e oggetto

della dinamica conoscitiva

sventando così l’annichilimento simbiotico della vita come fatto coscienziale.

Basta questo per evidenziare

se ce ne fosse ancora bisogno

che la scienza psicoanalitica

è principalmente una teoria della conoscenza

che coincide con la vera scienza d’amore.

Così questa dialettica sessuale fu colta dalla nuova scienza psicoanalitica

come la struttura portante

non solo delle dinamiche ideologiche, artistiche , culturali  e in definitiva coscienziali

ma anche di quella che spesso in certi ambiti culturali

veniva definita come struttura economica del divenire storico.

Tuttavia la psicoanalisi

lungo il suo percorso elaborativo

partita da un concetto di inconscio di tipo personale (Freud)

e arrivando infine a concepire anche un inconscio universale (Montefoschi)

dopo che Jung ci aveva già illuminato sull’esistenza empirica anche di un inconscio collettivo,

questa dialettica sessuale di base rivelatasi a Freud

si è rivelata essere la struttura di fondo delle stesse dinamiche biologiche

ovvero della dialettica della natura oltre la dialettica storico-coscienziale

essendo la direzione della sintesi progressiva dei frammenti dell’Essere Uno originario

la dinamica generale del movimento totale storico-naturale.

Questo mio percorso personale è anch’esso una riprova tra tante altre

che la psicoanalisi

altro non è

che lo stesso processo di crististicazione universale

della coscienza adamica (antinomica o adialettica)

in atto in quella che è stata l’ ultima fase storica

prima della conquista della coscienza unitaria

coscienza unitaria nata solo alla fine e al compimento di questo processo di cristificazione

grazie alla coniunctio finale di Cristo nel suo aspetto maschile con Cristo nel suo aspetto femminile.

Ma il senso, la direzione, di questo incontro con la psicoanalisi, si sta ancora svolgendo per me come per tutti.

Le avevo chiesto

all’ultima psicoanalista

di poterla nuovamente incontrare a Sarzana e attendevo una sua risposta.

Purtroppo non ebbi più alcuna risposta fino alla notizia della sua morte.

Piansi, ma non tanto a dir la verità per la sua morte

che anzi fui felice per lei

ma semplicemente perchè se lo avessi saputo

avrei voluto dirle,

ma dirglielo bene

che l’amavo tanto

e che sarà sempre insieme a me,

anzi di più, io e Thérèse saremo lei,

lei e Giovanni

succedanei

nel mondo

dei primi GiovanniSilvia

ormai definitivamente nell’Oltre

aldilà dello spazio-tempo-massa.

Avrei voluto dirglielo

farglielo capire

ma non ho avuto il tempo

non c’è stato il tempo.

Eppure il tempo c’è ancora

il tempo

il tempo per essere GiovanniSilvia,

i due termini del Principio Dialogico,

i due pilastri

a fondamento

dell’Esssere tutto

quale

Essere Uno.

10, 100, 1000 GiovanniSilvia

sempre Uno sarebbero,

10, 100, 1000 GiovanniSilvia

e di un mondo di coglionerie

non ne rimarrebbe nulla,

neanche le macerie

a ricordo di un mondo che fu

e che non è più.

“E le cose di prima sono passate”

così scriveva Giovanni il Veggente

l’Aquila Spirituale

il teologo per antonomasia

nella sua Apocalisse.

“E le cose di prima non sono mai state”

così gli fece eco e reiterò la prospettiva giovannea,

radicalizzandola ulteriormente,

l’ultima psicoanalista Silvia Montefoschi

forte di 2000 anni di combattimenti spirituali

ossia di storia evolutiva

della coscienza cristica-giovannea

trasmutata infine in Coscienza Unitaria

oltre ogni combattimento quindi

grazie all’ultima mutazione

innescata proprio dalla psicoanalisi.

10, 100, 1000 GiovanniSilvia

la vita vera è in marcia.

La vita vera è in marcia,

è questione di tempo

il tempo del lavoro.

10, 100, 1000 GiovanniSilvia

chè sempre uno sarà.

Regoliamo

una volta per tutte

i conti con la storia:

la relazione

quale luce che brilla nelle tenebre

è ancora viva

e il pantano del mondo e della sua storia

non l’ha minimamente intaccata.

E’ ancora viva la relazione

è ancora viva la vita vera.

La vita vera è una persona

una persona fatta di due persone.

10. 100, 1000 GiovanniSilvia.

E’ ancora viva la vita vera.

Andrea Morelli – 1 maggio 2011, festa del lavoro.

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