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1912: una data importante per la storia della psicoanalisi

16/07/2011

La psicoanalisi si emancipa dal primitivo concretismo psicoanalitico

Il 1912  è una data importante per la psicoanalisi in quanto con Carl Gustav Jung la concezione psicoanalitica della libido che pur già in Freud non era sostanzialmente concretistica presentandosi già in Freud il piano dell’espressione sessuale della libido come manifestazione della realtà del “Discorso”, qui tuttavia con Jung questa impostazione di visione subisce un ulteriore, ma non ancora definitivo, passo avanti verso l’emancipazione dal concretismo che non può essere definitivo se non solo alla fine del percorso evolutivo.

Si tratta comunque sempre di quello stesso concretismo che sta alla base dei metodi di conoscenza oggettivanti cosiddetti scientifici da cui fanno fatica a emanciparsi gli stessi scienziati essendo il concretismo inerente proprio all’atteggiamento, del ricercatore scientifico, con l’altro del discorso che si fa e si svolge in sé ma che questi proietta concretisticamente appunto fuori di sè come fosse una realtà autonomamente esistente e non relata in maniera inscindibile al suo sguardo riflettente.

Il Pensiero Vivente oltre la psicoanalisi.

Superato il concretismo, che consiste nel non trattare più la realtà del “discorso” come un fatto meramente intellettuale, (trattasi infatti di realtà vivente: il Dio Vivente, il Logos appunto o Pensiero Vivente) giunge a conclusione il processo dialettico inclusa la sua ultima fase psicoanalitica e si dà l’apertura all’Oltre dialogico infinito.

All’inizio e alla fine: sempre il Pensiero

Il pensiero infatti, evolutivamente parlando, è l’ultima forma vivente dopo le forme materiali prima e biologiche dopo. E pur manifestandosi solo alla fine, il Pensiero è quel vivente che stava all’inizio, alla radice: l’Archè.


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