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La critica di Teilhard de Chardin alla psicoanalisi

26/07/2011

Sintomo di questo “tramonto dell’uomo” e di questa nuova epoca è anche la nuova visione dell’uomo oltre l’edipo e quindi riconciliato con l’inconscio che è proprio della psicoanalisi.
Teilhard de Chardin del resto non ha nascosto ma ha avuto modo di esprimere giudizi, anche se senza troppa enfasi, su una certa affinità alla sua visione dei nuovi ideali socialisti che proprio in quegli anni venivano plasmando di sè la cultura mondiale e si aggiunga che negli ultimi tempi della sua vita aveva iniziato a nutrire un nuovo interesse anche per i nuovi metodi conoscitivi rappresentati dalla psicoanalisi di cui però auspicava un allargamento di visione nel ricercare la direzione, ossia il senso, della specie.

Liberare per impegnare

« E allora rivolgendomi ai professionisti della psicoanalisi direi questo: Fino ad oggi, e per buonissime ragioni, la vostra scienza si è occupata di far percepire all’individuo, nel profondo di sé stesso, impressioni dimenticate, complessi che una volta smascherati ed accettati, svaniscono alla luce del Sole. Tutto ciò va benissimo. Ma una volta compiuto questo lavoro di pulizia e di liquidazione, non è che ce ne sia da fare un altro più costruttivo e quindi più importante? Voglio dire, aiutare il soggetto a decodificare nelle zone ancora poco esplorate e chiarite di se stesso quelle grandi aspirazioni che sono: il senso di irreversibilità, di Cosmicità, il senso della Terra, il senso dell’Umanità. Operazione inversa alla precedente. Psicoanalizzare non per liberare ma per impegnare. Permettere l’introspezione non per dissipare i fantasmi, ma per dare consistenza, direzione e sodisfazione a certi grandi bisogni o chiamate che soffocano dentro di noi (e per le quali noi soffochiamo) se non tradotte e capite. In verità si tratta di una delicata e complicata opera di scoperta poiché in questo campo professore e studente, colui che dirige e chi è diretto, avanzano entrambi a tentoni: lavoro però molto fecondo poiché impegnato a discernere non più ciò che ci lega e ci appesantisce ma le molle più segrete e più generose del dinamismo psichico che ci anima. Insomma fino ad oggi la psicoanalisi ha mostrato un interesse essenzialmente medico nel trattamento di forze e casi individuali. Al massimo si è occupata, in relazioni a gruppi limitati (soprattutto a famiglie)… Non sarebbe venuto il momento per la psicoanalisi, attraverso lo studio in ogni uomo delle sue aspirazioni transindividuali, di impegnarsi nell’elaborazione di un’Energetica (una Psico-Energia) umana proporzionata e ad uso di un gruppo zoologico in via di totalizzazione planetaria? »

(Pierre Teilhard de Chardin L’attivazione dell’Energia umana, 1953)


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