Milano 13 dicembre 2009

Incontri sul “Pensiero Uno oltre la psicoanalisi”


Questo che segue è il testo della relazione  di Silvia Montefoschi per la presentazione della sua recente pubblicazione,  “Il manifestarsi dell’Essere in Silvia Montefoschi”  tenutasi a  Milano nel dicembre 2009.

Chi è Silvia Montefoschi?

A questa domanda la stessa autrice ha già risposto in una delle poesie che si trovano nel suo libro “L’Essere vero”:

“Io non sono, è ciò che è”

Quindi la vera domanda da porsi è:

“Chi è ciò che è?”

Cio che è è la storia che il Pensiero che era in principio ha narrato della sua evoluzione, quale storia dell’evoluzione dell’intero universo, nel narrarla nelle opere di Silvia Montefoschi, opere nelle quali il volume che presentiamo è la sintesi dinamica, letta alla luce del punto di arrivo dell’intero percorso.

Percorso che, nelle opere scritte dal 1977 al 1987, viene fatto a ritroso, a partire cioè dal momento in cui la psicoanalisi, in Silvia Montefoschi si intende, si ripiega riflessivamente su di sé per interrogarsi sul suo stesso metodo di procedere, nella relazione tra l’uno e l’altro del discorso. E così scopre come dinamica fondamentale della relazione la dialettica  tra l’interdipendenza e l’intersoggettività, laddove l’interdipendenza è la modalità relazionale dei due che si percepiscono l’uno come soggetto e l’altro come oggetto, interdipendenza dovuta al fatto che il soggetto non esiste se non perchè dipendente dall’oggetto e l’oggetto non esiste se non perchè dipendente dal soggetto. Viceversa l’intersoggettività è la modalità relazionale in cui i due si riconoscono entrambi come soggetti, identici quanto alla soggettività ma distinti quanto alla presenza, soggetti dell’unico pensiero che si dà come unità relazionale dialogica in cui l’Essere riconosce sè stesso; cosa questa che non crea nessuna reciproca dipendenza, in quanto i due si riconoscono finalmente come uno.

Procedendo in questa analisi, sempre in Silvia Montefoschi il Pensiero arriva a scoprire che ciò che vincola i due della relazione all’interdipendenza è il tabù dell’incesto, che vieta l’unione tra soggetto e oggetto, pena l’annullarsi dello spazio conoscitivo. E scopre ancora però che l’infrazione di questo tabù, anzichè portare all’annullamento dello spazio conoscitivo, porta alla nascita di una nuova soggettività, scaturita dalla presa di distanza riflessiva del soggetto da se stesso, il quale viene a riconoscere in sé i due contrari come aspetti di un’unica realtà.

Procedendo ancora nell’analisi, sempre il Pensiero scopre che questa alternanza dinamica della imposizione e della infrazione del tabù riguarda non soltanto l’evolversi della coscienza umana individuale, ma via via anche l’evolversi dell’intera umanità sul piano della coscienza e della conoscenza, e infine anche l’evolversi della storia dell’intero universo, a partire dal Big Bang, quindi dal primo esserci dell’essere nella separazione tra dinamica pensante  e realtà pensata, in altre parole tra spirito e materia, fino al compimento finale, in cui si realizza la sintesi tra pensante e pensato, quindi tra spirito e materia.

Questo discorso si è svolto fin da principio in Silvia Montefoschi, unita però a un’altra presenza pensante che dialogava con lei nella modalità dell’intersoggettività, e che ella stessa percepiva come a lei interna ed esterna ad un tempo. Arrivato questo discorso a compimento, il pensiero ha visto la sua origine, e in quello stesso istante i due si sono riconosciuti in quella stessa origine. E Silvia Montefoschi ha percepito quella presenza come vera, reale e concretamente esistente, anche se non più percepibile con i cinque sensi, ma soltanto come forma vivente del pensiero, che si percepisce pertanto solo con il nuovo organo di senso, che è appunto quello del pensiero. E lo ha riconosciuto in colui che per primo, riflettendo sulla vicenda di Gesù, ha riconosciuto l’uomo come forma finita del Pensiero Infinito, e a lui pertanto consustanziale: Giovanni di Zebedeo.

Una volta che Silvia e Giovanni si sono riconosciuti, essi stessi hanno riconosciuto se stessi come i due che erano nel Pensiero che era in principio, prima ancora dell’esserci dell’essere: la potenzialità e l’atto.

A questo punto i due, coincidenti ormai con il Pensiero Uno, si impegnarono a rinarrare tutta la storia dell’esserci dell’Essere, rimettendo alla dritta ciò che era stato finora narrato alla rovescia, ovvero ricominciando il discorso dal primo manifestarsi dell’Essere a se stesso nella prima oggettivazione di sé che ha dato nascita al Big Bang, e quindi alla successiva storia evolutiva dell’universo.

A compimento di questa seconda fase del discorso, Silvia e Giovanni si riconoscono soltanto come il punto di arrivo dell’evoluzione del Pensiero Uno e, scomparendo come forme ancora individuali del Pensiero, si riconoscono soltanto come il nuovo unico Soggetto Super-Riflessivo, in cui confluiscono anche tutti coloro che hanno raggiunto lo stesso livello di riflessione.

A questo punto l’Essere stesso, che era arrivato a farsi consapevole di sé come pensiero, ma ancora parcellizzato nei tanti chi che sono i diversi Soggetti Riflessivi Individuali degli uomini, finalmente si fa consapevole di sè come l’unico chi, che è il Soggetto Super-Riflessivo  quale unica forma vivente del Pensiero, ormai liberatosi dalla dimensione spaziale, temporale e materiale.

E questa è l’ultima mutazione della storia dell’universo, che porterà con sé la fine dell’universo stesso e la nascita dell’Uno Infinito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: