Una nota sugli scritti di Andrea Morelli

Questa “Lettera al webmaster” verrà pubblicata come “Presentazione” del libro “Storia e Relazione” che raccoglie appunto tutti i miei articoli pubblicati su internet in questi anni.

Il libro avrà come titolo completo “Storia e Relazione  – L’emancipazione della relazione dalla storia divenuta infine ontologicamente insignificante” e sarà il volume 1 dell’opera complessiva in due volumi “Alla ricerca delle radici dell’uno – Il mistero degli eterni amanti” di cui il volume 2 è già stato pubblicato in una prima edizione nel 2010 con il titolo “Cantare l’uno vero – Poesie e canzoni” e con presentazione di Silvia Montefoschi.

Gli scritti di Andrea Morelli sono “una ulteriore tappa”

Per chi legge frettolosamente questa lettera al webmaster, e io purtroppo devo essere annoverato tra questi, pensano di trovarsi solo di fronte ad una “approvazione”, una sorta di “imprimatur” assimilabile se vogliamo a quella di un vescovo quando dice che “il testo seguente è conforme alla dottrina e non se ne distanzia” ossia “il tal dei tali non è un eretico”.

Ma Silvia stessa si accorse che non avevo VERAMENTE compreso quanto essa mi aveva scritto e me lo fece notare sottolineando che io non sono un semplice “ripetitore” o “divulgatore” ma, e me lo rilesse lei stessa aggiungendo:

“Ma hai letto bene?  “[…] il tuo dire è una ulteriore tappa del percorso dell’essere uno verso il suo riconoscersi assolutamente uno.”

Non ci si crederà ma ancora adesso faccio ancora fatica a decifrare nel suo significato più profondo questa lettera.

Ma non è solo questo, Silvia ha lasciato tanti misteri malgrado abbia scritto tanto e quindi malgrado abbia lasciato tanta documentazione per chi voglia comprendere tali misteri: la sua concezione dell’anima diversa da quella di Jung, ossia più concreta e meno astratta, la coniunctio degli identici e non come diceva Jung la “coniunctio oppositorum”, e poi la donna che sarebbe un soggetto travestito da donna come lei sosteneva, il nuovo soggetto-duale, GiovanniSilvia che molti anche vicino a lei esorcizzano parlando di “metafora” ma noi sappiamo che non è una metafora ma vera realtà vivente.

Silvia sapeva e a noi che appaiono ancora misteri anche se sentiamo che “reggono” da un punto di vista logico o anche che “funzionano” dal punto di vista della prassi e dell’esperienza non ci resta che continuare ad avere fiducia sapendo per esperienza e per logica che tale fiducia è ben riposta e step by step prima o dopo tutti i misteri ci si sveleranno e tutto sarà chiaro. Del resto Silvia stessa usava dire che “il mistero non si spiega ma si svela”.

Occorre dunque avere fede nel processo ma perchè avere fede?

Perchè anche noi sappiamo quello che lei sapeva, un sapere che a lei ci unisce.

Qui di seguito l’originale della lettera di Silvia al webmaster
LetteraSilvia

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