L’equivoco sulla dipendenza

Il vissuto di dipendenza porta subito a desiderare l’autonomia mentre invece la dipendenza c’è proprio a causa di questa autonomia tanto ricercata, questo non voler riconoscere l’unitarietà del Tutto e il suo travaglio a riconoscersi Uno.

La donna infatti non è e non può essere mai dipendente dall’uomo nè parimenti l’uomo non può essere mai dipendente dalla donna in quanto i rapporti reali tra l’uomo e la donna sono rapporti di identità. Quindi altro che dipendenza, si tratta invece di molto peggio per chi brama l’autonomia impossibile,  sono infatti la stessa persona.

La ricerca dell’autonomia: è questo il “male”.

La donna deve capire che è lei l’uomo con cui si relaziona e ugualmente l’uomo deve capire che è lui la donna con cui si relaziona.

Il senso dell’evoluzione è proprio questo, stante che nessuno dei due la vuole proprio capire, almeno questo sembra insegnarci la storia della specie e non solo la storia della specie dato che questa storia della dipendenza/autonomia inizia agli albori della storia dell’universo.

I due, la potenzialità e l’atto si autonomizzano per poter esistere rompendo la loro eterna simbiosi in cui fino ad allora erano vissuti: è l’esplosione di rabbia, il Big Bang, ed è anche la prima oggettivazione del Pensiero Uno nella prime particelle. Presumibilmente fu il femminile di dio a dare inizio a tutto ciò, è sempre una femmina che non sopporta a lungo la dipendenza: una potenzialità che non riesce ad esistere cioè ad attuarsi.

Ma già fin dal primo istante iniziano anche a ricercarsi per ripristinare l’unità.

Quindici miliardi di anni sono passati da allora, tanto lavoro è stato fatto in questa direzione e ora siamo a buon punto: alle soglie della definitiva fine di questa storia detta anche fine del mondo.

E’ vero che talvolta la dipendenza non pesa o piace o non si percepisce proprio come tale: in questi casi o si sta guarendo dalla follia della ricerca dell’autonomia e si è giunti infine dopo tanto travaglio a riconoscersi una sola persona arrendendosi al Tutto oppure i nodi prima o dopo verranno al pettine portando il desiderio dell’autonomia al parossismo come nell’interdipendenza feroce. La dipendenza infatti cova la ribellione.

Ecco la direzione verso cui il motore dell’evoluzione, l’Automaton, ci conduce con le buone ma talvolta anche con le cattive.

Qual’è l’insegnamento quindi che ci viene dall’esperienza nella vita reale?

Dio vuole essere uno.

Ma non solo a parole vuole essere uno ma nella realtà reale e concreta vuole essere uno.

Una sola parola d’ordine: divenire Dio!

Non si tratta infatti di diventare buoni come da più parti si propaganda ma di divenire la scienza, la scienza vera che sa di essere ciò di cui è scienza.

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