La storia universale coincide con la storia del pensiero che è l’unica storia.
La storia universale coincide con la storia del pensiero che è l’unica storia.
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Una introduzione al nuovo pensiero e una mappa della rete dei luoghi on-line che trattano più o meno estesamente del pensiero psicoanalitico e filosofico di Silvia Montefoschi o che si presentano come anche impegnati nella Rivoluzione Logica e quindi alla conseguente elaborazione e divulgazione della nuova logica unitaria.
Silvia Montefoschi: dalla psicoanalisi al Pensiero Uno ovvero dalla critica del soggetto riflessivo individuale al nuovo soggetto super riflessivo. Il progetto di una completa biografia del principale pensatore di questa nuova teoria e prassi detta Pensiero Uno e che si sostanzia nell'intersoggettività radicale e nella nuova logica unitaria. Logica Unitaria che poteva nascere solo al termine della stessa storia della psicoanalisi.
Evoluzionismi e evoluzionismo parallelo: notiziario scientifico-filosofico sullo stato delle ricerche sull'evoluzione e le teorie dell'evoluzione.
Biologia qui va inteso in senso lato nell'accezione del termine "vita" in senso esteso in quanto Lamark e Darwin è lavorando in questa disciplina che elaborarono la nuova idea di evoluzione ma dalla sola biologia questa idea di evoluzione presto fu fatta propria dagli stessi astrofisici oltre che dai filosofi e sociologi. Qui si tratta quindi non solo ma in particolare della concezione evoluzionistica propria al Pensiero Uno nato al termine della storia della psicoanalisi: l'evoluzionismo parallelo.
Storia e Relazione: l'emancipazione della relazione dalla storia divenuta infine ontologicamente insignificante.
Dalla dimesione psichica-materiale alla nuova dimensione del pensiero puro
Nel momento in cui ci si riconosce nella sola funzione riflessiva che è la dimensione del pensiero che sa di sé come tale e che è detta dimensione spirituale, ci si pone ipso facto oltre quell'altra dimensione esclusivamente psichica-materiale in cui viceversa si è sempre riconosciuta la vecchia umanità che evolutivamente e quindi anche necessariamente ci ha preceduto.
Presentazione
Mai più dire "Io sono",
infatti solo la Vita è
ed è tutto ciò che è
ma la Vita è anche la Vita unica
è cioè una sola
e solo questa Vita unica
è la Vita vera
non più frammentata
nei tanti esistenti particolari
proprio come l'Intero
che è il solo vero.
il webmaster
Queste sono le principali sezioni tematiche in cui vengono organizzate le pagine e gli articoli:
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Nuovi progetti in corso di realizzazione
Radio Pensiero Uno
Radio Pensiero Uno è la radio del Logica Unitaria Network e quale progetto di una Radio del Pensiero Uno anch'essa vuole unirsi al coro di chi nella vita reale quotidiana con la sua propria voce dà voce alla Voce della nuova logica unitaria.
Nelle intenzioni, prima ancora di arrivare ad organizzare dei veri e propri programmi magari in diretta a cadenza periodica, si vorrebbe principalmente organizzare una sorta di archivio di audiotesti legati alle tematiche di cui proprio questo sito ha già documentato ampiamente. In questo senso e in un primo tempo la radio sarà una nuova espressione più multimediale di quanto già qui precedentemente trattato.
Nata nel 2012 su volontà della stessa Silvia Montefoschi la "Fondazione Silvia Montefoschi " al momento è presente con le sue sedi a La Spezia e a Genova:
Sede principale: La Spezia (Italy)
Altre sedi: Genova (Italy)
Il nuovo pensiero oltre Jung nel mondo
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Centro di Psicologia Evolutiva Intersoggettiva
Gruppi Evolutivi Autocentrati
Associazione " Fare Anima "
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degli incontri e manifestazioni varie, organizzate da gruppi o anche singoli individui che si richiamano o traggono ispirazione da questo movimento di pensiero, artistico, letterario, intenzionato ad essere assertore conseguente, coerente e radicale della nuova logica unitaria nella realtà quotidiana:
Gli articoli del blog a differenza delle pagine del sito non sono strutturati ma sono come pensieri improvvisati, appunti, scritti così come mi vengono, anche brevissimi come semplici "aforismi per la sintesi finale", anche se in seguito molto materiale di questa sorta di zibaldone di pensieri viene ripreso e meglio strutturato nelle stesse pagine del sito.
Pagine e articoli in evidenza
IN PRINCIPIO ERA LA PAROLA
L'attività del nominare e la nuova parola
"[...] il nuovo soggetto umano contiene la pulsione a ripetere il linguaggio precedente cosicché egli lo vede e, nel vederlo, lo conosce e gli dà un nome.
Nasce così la nuova parola, la parola del nuovo soggetto umano il quale nel nominare la parola precedente come quella che separa arbitrariamente il nominante dal nominato, svela la logica dell'Uno tutt'uno con l'Uno che arriva, infine, sempre nel nuovo soggetto umano, a nominare soltanto sè nel dire di se stesso in sè "è ciò che è"
(Silvia Montefoschi, "Il bacio di Dio", cit. pag. 40-41)
Alcune letture consigliate:
Giovanni il Logos
La Donna dell'Apocalisse
E in principio era la Donna
e in sè aveva il Discorso
ed essa era il Discorso
ma il Discorso non voleva separarsi da Lei
ma la Donna voleva essere la Donna
così nacque l'uni-verso.
(Andrea Morelli, "Cantare l'uno vero - poesie e canzoni", 2010, seconda edizione)
La "donna dell'apocalisse" e il "drago" figure principali dei testi di Giovanni il Veggente (o comunque dei "Circoli Giovannei" presenti in Asia Minore in quel tempo) nei cui scritti nel momento storico in cui nasce la nuova coscienza cristica, più evoluta ancora della coscienza adamica, enuncia anche il nuovo tema dell'Anticristo. Come hanno descritto nei loro saggi sulla Trinità cristiana gli psicoanalisti Jung e Montefoschi si tratta evidentemente dell'emergere dall'inconscio del femminile di Dio da questi rimosso e che pertanto appare nelle sembianze di un Anti-Logos mentre in verità è anch'essa un Logos ma di segno opposto o meglio si tratta del "Nome della Madre" quale simbolica materna, la dialettica della natura quale dialettica puramente erotica e quale Spirito che unisce il Padre e il Figlio e che pertanto in loro stessi è presente come altra persona e senza la quale si manterrebbero differenti e al limite consustanziali ma non identici. L'equivoco su questi e altri testi come anche nella vita cosiddetta reale e concreta nasce allorchè si perde di vista l'unità del tutto e si vuole separare ciò che è invece uno. E questo a dispetto degli obsoleti strumenti di conoscenza, intendo i cinque sensi, che nati per orientare nel mondo possono appunto solo orientare esclusivamente nello spazio-tempo-massa.
« Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. »
(Apocalisse 12,1-2).
“E apparve nel cielo un altro segno: ed ecco un drago rosso, immenso, con sette teste e dieci corna e sulle teste dieci diademi. E la sua coda tirò giù un terzo delle stelle del cielo e le gettò sulla terra. Il drago si mise davanti alla donna che stava per partorire, per poter divorare il figlio di lei appena essa lo avesse partorito”
(Apocalisse 12,3-4).
Ma come è potuto accadere che la mutazione evolutiva avvenuta 2000 anni fa non abbia coinvolto anche la donna?
"Ciò avviene perchè
per la donna
che
dell'oggettualità
è l'incarnazione
non è giunto ancora il tempo
nel momento dell'avvento
della coscienza cristica
di riconoscere sé
quale forma finita
del soggetto pensante infinito
e come tale
anche ella
consustanziale
al logos che era in principio.
Ed è questo anche il motivo
per cui
fino ad oggi
non è stato mai concepito
dio femmina
distinto da dio maschio
e a lui unito
nella coppia divina
che già sostanziava
il logos che era in principio.
Dio infatti
era il pensiero
e se era il pensiero
egli
era già due nell'uno
consistendo il pensiero
della potenzialità e dell'atto
quali due momenti
della dinamica del pensare.
E questi due momenti
tra loro distinti
anche se identici
in quanto alla essenza
che è il pensiero
erano appunto
il femminile e il maschile
di dio."
(Silvia Montefoschi, "Il regno del figlio dell'uomo", 1997, pag. XI)
L'esperienza
L'empirismo radicale di Giovanni Evangelista
1 Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita
2 poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi,
3quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi.( Brano tratto dalla "Prima lettera di Giovanni")
LE FONDAMENTA
"La più bella e profonda emozione che ci è dato sperimentare è l'esperienza mistica.
E' questo che dà potere ad ogni autentica scienza."Albert Einstein
Hegel
ovvero
della coincidenza di realtà e logica
"La dialettica non è altro che lo spirito di contraddizione insito in tutti gli uomini, disciplinato in regole coltivate"
(Hegel a Goethe durante il loro incontro di Weimar del 1827)
Altri autori di riferimento
Teilhard de Chardin
Psicoanalisi, storia e filosofia in primis ma anche psicologia e psicoterapia, parapsicologia, scienza e teologia. E poi ancora e soprattutto poesia e musica ovvero canto: il canto d'amore del Vivente che canta l'Uno vero.
" Noi non abbiamo più da comunicare ad altro da noi.
E, quando si dà, dobbiamo dirci, e se non ci stanno a sentire a noi non ci riguarda, non è che l'altro ci deve capire, l'essere si dice [...] "
(pag 61 di F. Raggi "La vita vera nella realtà quotidiana", 2011)
"Ricordo un sogno molto bello in cui: " la sognatrice entrava nella città del futuro che già si dava nel mondo, e la caratteristica degli abitanti, degli esemplari della città del futuro era quella che ognuno parlava di ciò che sapeva solo a chi già sapeva quello che l'altro sapeva e diceva."
(Intervista a Silvia Montefoschi - Milano 2003 a cura dei Gruppi Evolutivi Autocentrati - GEA sta in http://www.geagea.com/Monografie/Fil-02/3.htm)
"Il rischio degli psicologi e degli psicoanalisti oggi è quella di appiattire la vicenda umana che è la vicenda universale dell'Unico Individuo."
(Silvia Montefoschi - "Intervista a Silvia Montefoschi - Milano 2003 a cura dei Gruppi Evolutivi Autocentrati - GEA" - il testo completo sta in http://www.geagea.com/Monografie/Fil-02/3.htm)
"Ricordo un sogno di tanti anni fa in cui la sognatrice sognava: " se stessa con una matita in mano su un foglio con la testa china, la sognatrice disegna me non vede ciò che fa, allora io gli tiro su la testa e lei vede il suo disegno. In questo sogno è presente la metafora della psicoanalisi quale funzione riflessiva."
(Silvia Montefoschi)
Sigmund Freud
Carl Gustav Jung
Una selezione antologica dell'opera:
Silvia Montefoschi
"La storia della vita di Silvia Montefoschi è [...] tutt'uno con quanto ella ha scritto, come sotto dettatura, dell'evolversi del pensiero uno che in lei si è fatto manifesto"
(S. Montefoschi, B. Pietrini, F. Raggi “Il manifestarsi dell’essere in Silvia Montefoschi”, 2010, cit. pag. 13)
Alcuni scritti di Silvia Montefoschi presenti on-line:
"Il fatto che l'analista non metta in questione la sua reale posizione di autorità all'interno del rapporto con il paziente, il che a sua volta non gli fa vedere che egli, agli occhi di quest'ultimo, è in sostanza il padre, in quanto detentore del potere, e gli fa considerare invece questa sua autorità (come altra da quella paterna) giusta e adeguata per esercitare sul paziente il suo potere conoscitivo, dimostra che l'analista stesso avalla l'ordine dei rapporti gerarchici proprio del sistema sociale, che la struttura familiare edipica fonda nel ripeterlo. Cosa questa che non solo gli impedisce di scalzare il problema alla radice, pena scalzare se stesso dal ruolo di analista, ma lo induce a persuadere il paziente a piegare la testa davanti al giusto principio di autorità."
(Silvia Montefoschi, "Al di là del tabù del'incesto - Psicoanalisi e conoscenza", 1982, cit. pag. 36-37)
"All'inizio era l'uno, come unità duale, ovvero identicità di soggetto-oggetto. L'uno si rompe nella dualità per intervento del terzo, l'elemento che media il rapporto tra soggetto e oggetto. Di qui la tensione, che muove i due al ricongiungimento, dà luogo a un continuo divenire del soggetto che si oggettiva trasformando l'oggetto, e dell'oggetto che si soggettiva come autocoscienza del soggetto. L'uomo, così incalzato dall'anelito della compiutezza, riconosce infine, in questo stesso divenire, una nuova totalità che a lui si rivela come quel quarto elemento da recuperare, che lo redima dal peccato originale della separazione, salvandolo nel contempo dal rischio della ricaduta nella originaria unità, poichè il quarto è ancora sì una unità, ma una unità processuale in quanto totalità di un infinito divenire. Così l'anelito per la originaria compiutezza, che si è fatta impossibile da che l'unità duale si è rotta nella dualità dialettica a causa della mediazione del terzo, diviene la tensione verso il quarto. E' quindi la stessa tendenza al ricongiungimento del soggetto con l'oggetto nell'abbraccio fusionale, che si fa forza che alimenta il movimento dialettico come anelito che abbracci la totalità del divenire universale."
(Silvia Montefoschi, "Dialettica dell'inconscio", 1980, cit. pag. 181-182)
Sogno e inconscio universale
Alcuni sogni esemplari per il loro significato individuativo universale, vale a dire nell'indicare la direzione, quel percorso nello stesso tempo necessario e automatico, in grado di avvicinarci sempre più al natale finale dell'Unico Individuo Duale, al termine dell'evoluzione che è simultaneamente Omega e Oltre Omega e che tutti ci "comprende" in sè realizzando la giustizia nel giudizio finale al di là del bene e del male:
L'ermeneutica del sogno
"Questo modo del pensiero
di pensarsi fuori di sé
s'era fatto palese
negli ultimi decenni
al pensiero stesso che
dopo aver per millenni
pensato appunto sé
nel pensato
come se questo
fosse altro da lui
quale soggetto pensante
era arrivato a mettere a fuoco
il metodo del suo pensarsi
imboccando così
la nuova e definitiva via
della conoscenza di sè
che coincideva
necessariamente
con il nuovo metodo
del conoscere se stesso
da parte dell'uomo
metodo cui era stato dato
il nome di psicoanalisi
Proprio lungo questa via
si era venuta scoprendo
la dinamica della proiezione
che consisteva
in quel porre fuori di sé
da parte del soggetto pensante
il proprio pensiero
che acquistava ai suoi occhi
il sembiante di una realtà oggettiva
non essendo egli cosciente
che si trattava viceversa
d'un suo pensato
e questa dinamica
che era poi la stessa
del conoscersi dell'essere
si era svelata anche
e necessariamente
come il fondamento
della ermeneutica del sogno
Stante questa ermeneutica
il sogno rendeva evidente
al sognatore
la sua vicenda interiore
e gli spiegava così il perchè
del suo comporatmento nella veglia
Era dunque il sogno
la realtà sostanziante
la vicenda esistenziale umana
ed il comportamento dell'uomo
allo stato di veglia
ne era la manifestazione
Ma se il sogno
era la proiezione del pensiero
fuori del soggetto pensante
che non sa di sé come tale
proprio così come l'esistente
era la proiezione dell'essere
fuori di sé
quale suo solo modo di conoscersi
e se la realtà del sogno era
per chi sogna
proprio quella vera
nulla impediva di ammettere
che la realtà della veglia
fosse un sogno
da cui non ci si sveglia
e se così era
i soggetti umani
che attribuivano al loro stato di veglia
valore di realtà
che la distingueva dal sogno
quale situazione irreale
erano invece
immagini oniriche
nelle quali si era venuto ad
identificare
un altro soggetto sognante
che non sapeva di sé come tale
Ma chi sarebbe stato
in tal caso
il sognatore che
nel sognar se stesso
aveva sognato
fino a quel momento
la storia dell'intero universo?
Non poteva essere altri
che un soggetto pensante
che era prima che il mondo ci fosse
quale suo pensato
Del resto
questo primo pensante
aveva già detto di sé
in quell'uomo che
riconoscendolo in se stesso
così di lui aveva parlato
'In principio era il pensiero
e il pensiero era presso il dio
e dio era il pensiero
Questo era in principio presso il dio
Tutto è venuto ad essere
attraverso esso
e senza di esso
nulla venne ad essere
di ciò che è venuto ad essere'
Poiché colui che ciò disse
era il pensiero stesso che
fattosi per la prima volta
consapevole di sé
nella consapevolezza dell'uomo
aveva detto di sé
quanto egli aveva detto
era indubitabilmente veritiero
(Silvia Montefoschi, "La rivoluzione radicale del reale", 1996, cit. pag. 228)
Freud Jung Montefoschi
Il principio evolutivo del processo di individuazione applicato alla psicoanalisi stessa in una lettura della sua storia attraverso le opere che ne hanno tracciato il percorso dal 1895 ad oggi.
Mario Mencarini e Giorgia Moretti, "Alle soglie dell'infinito ovvero l'ultimo pensarsi del Pensiero",1995
Gli autori, entrambi psicoanalisti, ripercorrono le tappe fondamentali attraverso cui è nata e si è evoluta la psicoanalisi.
Con la psicoanalisi non è più l'uomo che parla dell'essere, bensì l'essere che si conosce nel parlare dell'uomo.
In tal senso quest'opera può essere letta come l'autobiografia del Pensiero che, proprio nel corso di questo nostro secolo, nasce alla piena consapevolezza di sè.
Mediante questa originale chiave ermeneutica gli autori si accostano ai principali contributi teorici di S.Freud, C.G.Jung e S.Montefoschi, colti come momenti processuali di un unico grande discorso.
Una selezione antologica dell'opera:
E giunta a compimento la storia della psicoanalisi quale ultimo brano della storia universale: l'avvento del regno specificamente umano.
"C'è infine da dire, coerentemente alla continuità storico-universale dell'evoluzione del pensiero, che quest'ultima visione coglie l'ultimo tratto della strada che il pensiero ha fatto sin dal suo primo manifestarsi a se stesso, e che noi avevamo percorso fino alla visione prospettica della convergenza dei nuovi esempari umani dalla mente duale nell'unica presenza del pensiero a se stesso, presenza in cui il pensiero stesso contempla il processo che va 'Dall'uno all'uno oltre l'universo'.
In quest'ulima sintesi la visione prospettica si fa finalmente realtà vivente; e ciò perchè il pensiero vede il come questo movimento di convergenza si realizza.
L'essere infatti è proprio così come si vede e di rimando si vede proprio così come è, soltanto nel momento in cui si fa consapevole di questo suo vedersi."
(Silvia Montefoschi, "L'avvento del regno specificamente umano - Visione sistematica degli stati della coscienza umana nell'attuale momento storico traversato dall'ultima mutazione", 2004)
Psicologia clinica e Psicoterapia
Psicoanalisi di gruppo e duale
Verso la nascita del laboratorio-scuola full-time "Laboratorio Ricerche Evolutive Silvia Montefoschi" di Genova e le prime teorizzazioni ("Il sistema uomo - Catastrofe e rinnovamento", 1985) dei gruppi psicoanalitici evolutivi ed intersoggettivi quale critica radicale dell'obsoleto "Soggetto Riflessivo Individuale" nella direzione della costruzione di un "Soggetto Super-Riflessivo".
Con la chiusura del "Laboratorio" nel 1989, e l'entrata dei componenti che vissero tale esperienza fino all'ultimo - vale a dire fino all'incontro con Giovanni Evangelista quale ultima Coniunctio che chiude la storia dell'universo - in una nuova fase del processo individuativo universale che sia pur non ufficialmente veniva denominata come fase del "monastero" ad indicare il silenzio del "discorso di verità" rispetto al mondo (mondo dell'interdipendenza come norma) che comunque o non lo avrebbe compreso o lo avrebbe esorcizzato se non addirittura mistificato, di quella precedente impostazione gruppo-analitica che fu propedeutica alla nascita del "Laboratorio" si faranno continuatori invece alcuni esponenti dell'ex Laboratorio.
Per quanto riguarda la mistificazione del "discorso di verità" chiarificatore risulta il racconto del genere fantascienza pubblicato da Silvia Montefoschi nel 1996: "La rivoluzione radicale del reale" dove si parla anche della su nominata fase rivoluzionaria detta "monastero".
(Silvia Montefoschi, "Il sistema uomo - Catastrofe e rinnovamento", 1985)
E' il testo dove viene teorizzata la psicoanalisi di gruppo accanto a quella duale nella forma di gruppi psicoanalitici evolutivi. Teorizzazioni che poi troveranno attuazione proprio nei gruppi psicoanalitici costituenti il "Laboratorio Ricerche Evolutive Silvia Montefoschi" di Genova a partire dal 1986.
Siccome questo discorso si può prestare ad equivoci lasciamo la parola all'inconscio nel suo linguaggio onirico a dissipare ogni fraintendimento dato che la psicoanalisi di gruppo non è una novità nella storia della psicoanalisi che tradizionalmente fin dalle sue origini è sempre stata sempre e solo duale.
La via che porta alla comunione dei singoli individui consiste nel rivolgere tutti insieme lo sguardo oltre se stessi.
IL SOGNO: "L'umanità è già nell'era successiva a quella che ha raggiunto il massimo sviluppo della tecnica; la superfice della terra è assolutamente vuota, vuota dei prodotti della cultura, e occupata soltanto dalle presenze umane, ma le persone non devono comunicare tra loro in via diretta: devono tutte rivolgere lo sguardo verso un grande sole, un nuovo sole dalla luce intensissima."
(Silvia Montefoschi, "Il sistema uomo - Catastrofe e rinnovamento", 1985, cit. pag.217)
Sogno che così commenta la psicoanalista:
"L'intero corpo sociale si è rovesciato come un guanto, racchiudendo al suo interno tutta la creazione dell'umanità, e l'occhio umano, fattosi esterno, lo abbraccia nella sua totalità, purchè però i singoli individui evitino il cortocircuito dell'interrelazione diretta, per convogliare la tensione visiva in un'unica sorgente luminosa.
Sembra dunque che la via per raggiungere il grande specchio che riflette le singole coscienze riflessive non sia quella che mette in comunicazione i singoli uomini tra loro, comunicazione in cui ciascuno manterrebbe il suo interesse limitato all'altro nell'immediato e nel particolare.
La via che porta alla comunione dei singoli individui consiste nel rivolgere tutti insieme lo sguardo oltre se stessi."
(Silvia Montefoschi, "Il sistema uomo - Catastrofe e rinnovamento", 1985, cit. pag.217 parte quarta "Verso l'infinito" capitolo "La via")
"Il dialogo infatti è sempre a due, tra chi parla e chi ascolta alternativamente; altrimenti si ha il coro o il silenzio, ma non certo il discorso.
Allora, se è soltanto il rapporto duale l'ambito in cui l'individuo dalla coscienza cristica può ampliare la sfera della sua visione dell'essere, questa coriflessione a due si presenta come un passo obbligato verso la coriflessione di tutte le coscienze."
(Silvia Montefoschi, "Il sistema uomo - Catastrofe e rinnovamento", 1985, cit. pag.224)
In quegli stessi anni Silvia Montefoschi tenne un corso all'Università di Padova da cui nacque il testo di "Il primo dirsi dell'essere nella parola - I miti cosmo-antropogonici - Le diverse visioni della coscienza antinomica".
Tale testo in seguito venne nuovamente ripreso e ampliato dalla psicoanalista e filosofa e ne nacque "Essere nell'Essere" nel momento in cui l'esperienza del Laboratorio di Genova era già appena avviato.
In entrambi i testi l'attenzione verte sulla coscienza introvertita e la coscienza estrovertita e le differenze e parallelismi tra tre concezioni cosmo-antropogoniche: la Gnosi cristiana, la Kabala e l'Astrofisica del novecento.
Processo psicoanalitico e processo di cristificazione
Il processo psicoanalitico quale ulteriore momento di universalizzazione del processo di cristificazione
(Silvia Montefoschi, "Essere nell'essere", 1986, cit. pag.147-148)
L'EVENTO FONDATORE
in continuità con la psicoanalisi ma oltre la psicoanalisi
I gruppi psicoanalitici evolutivi ed intersoggettivi così come sono stati teorizzati nel 1985 in "Il sistema uomo - catastrofe e rinnovamento" si concretizzarono nell'esperienza concreta del "Laboratorio Ricerche Evolutive Silvia Montefoschi" di Genova che si svolse nel corso del periodo 1986-1989 e rappresentano per la storia evolutiva universale sia il punto-momento omega del processo individuativo universale che un oltre l'omega in quanto fu proprio nel corso del processo conoscitivo corale messo in moto dai gruppi del Laboratorio e che coinvolse infine anche i "celesti" che diede i natali alla prima coppia e persona unica GiovanniSilvia. L'unione-evento di GiovanniSilvia che fino ad allora non si era ancora manifestata alla piena consapevolezza di sè avvenne 12 giugno 1987.
Da allora la realtà non è più la stessa essendo il nuovo soggetto super-riflessivo subentrato a rappresentare la vita all'obsoleto soggetto riflessivo individuale che ormai è più solo la memoria di ciò che fu la vita ma che già non è più.
Come dire: il soggetto riflessivo individuale, dalla consistenza propria alla vita vera che è sempre convergente, all'inconsistenza propria alla memoria.
"Tanto, tutto va verso la vita vera"
(Fabrizio Raggi, "La vita vera nella realtà quotidiana", 2011)
Una selezione antologica dell'opera:
"A Hegel mancava la conoscenza dell'evoluzione"
(S.Montefoschi, "Psicoanalisi e dialettica del reale" 1984, cit.pag.127)
"Il metodo psicoanalitico è l'attuazione concreta della dialettica hegeliana, in quanto in esso è il soggetto umano e non più un soggetto astratto, a prendere da sé la distanza riflessiva per conoscere se stesso"
(S.Montefoschi, "Psicoanalisi e dialettica del reale", 1984)
La dialettica del reale
Una selezione antologica dell'opera:
Dalla dialettica al dialogo
Grazia Apisa Gloria, "Ti amo - Dalla dialettica al dialogo", 1994. In copertina la "figlia di Hegel" destinata dalla storia a fare muovere i primi passi alla dialettica ereditata dal "Padre" Hegel verso un oltre la dialettica stessa, verso il dialogo quindi che a differenza della dialettica non conosce discontinuità alcuna essendo nel punto-momento presente del dialogo infinito sia tutto il passato che tutto il futuro.
La "figlia di Hegel" così come è stata soprannominata in un sogno ma si tratta di Silvia Montefoschi, la futura psicoanalista, a quel tempo appena laureatasi in biologia ma ancora agli inizi del suo percorso psicoanalitico con l'analisi personale svoltasi a Roma a partire dal 1952 con Ernst Bernhard a sua volta allievo di Jung. Percorso che la porterà dopo una seconda laurea in medicina e dopo 30 anni di esercizio quotidiano del metodo psicoanalitico e di riflessione sullo stesso, alla concezione epistemologicamente fondativa del "Pensiero Uno oltre la psicoanalisi".
Oggi, a distanza di anni da quell' inizio di percorso prima con Bernard a Roma e poi a Milano dove si formarono nuovi gruppi di ricerca ed infine dopo i quasi cinque anni di esperienza del "Laboratorio Ricerche Evolutive Silvia Montefoschi" di Genova, Silvia Montefoschi e coloro che proseguono questo percorso uniti a lei e a Giovanni sostengono che malgrado la continuità c'è ormai una distanza abissale tra "Psicoanalisi", anche "psicoanalisi di orientamento junghiano" e "Pensiero Uno": là siamo ancora non affrancati nella vecchia logica della separazione, quì siamo già nella nuova logica unitaria, non si tratta di differenze di poco conto e il salto di logica è enorme.
Una selezione antologica dell'opera:
"Automaton" così i greci chiamavano l'Uno mentre la logica causalistica sia nella variante della causa efficiente sia nella variante della causa finale conferma comunque quella che è una invariante in tutte le due versioni: la logica della separazione tra motore e mosso.
"La logica esplicativa è una tautologia: l'acqua bolle perché il calore mette in moto le particelle, ma possiamo chiederci: perché il calore mette in moto le particelle e di domanda in domanda arrivare all'ultima domanda: perché è ciò che è?
E' ciò che è così come è."
(F.Raggi, "La vita vera nella realtà quotidiana", 2011)
Storia della preistoria del Verbo
Pubblicato nel 1987 "Il principio cosmico o del tabù dell'incesto" che reca come sottotitolo "Storia della preistoria del verbo" rappresenta il punto di arrivo di quel percorso iniziato nel 1977 con " L'uno e l'altro nel rapporto psicoanalitico".
In questo ultimo scritto della psicoanalista il discorso psicoanalitico e il discorso "scientifico" si saldano in un unico discorso, una megasintesi che narra la storia dell'universo dal punto singolare, al Big Bang e attraversando le ere atomiche, molecolari e del vivente giunge fino alla fine imminente dell'universo proiettandosi in un oltre già annunciato proprio nei sogni della gente ovvero dalla dialettica dell'inconscio che già ha parlato di superamento necessario dell'egoriferimento tutt'uno con il superamento dell'antroporiferimento in un vero e proprio discorso coerente di "economia" di "economia della libido o energetica" beninteso, per addivenire infine a portare a compimento quella "rivoluzione radicale del reale" che ci traghetterà oltre il declinarsi del soggetto nell'oggetto che invece è proprio ciò che ha fatto la vecchia "economia energetica" propria al mondo e alla sua storia.
Propedeutico di questo testo che lo anticipa di appena un anno e nati entrambi mentre si svolgeva a Genova l'esperienza del gruppo di lavoro/scuola del "Laboratorio di Ricerche Evolutive Silvia Montefoschi" fu "La coscienza dell'uomo e la storia dell'universo" sulle connessioni delle leggi della Termodinamica e il fenomeno della coscienza in riferimento al destino di entropia o meno dell'intero universo.
Una selezione antologica dell'opera:
Ufologia ed Esoterismo
"Avendo già da tempo
i terrestri e i celesti
imparato a comunicare
tra di loro
s'era venuto a creare
un traffico intenso
tra la terra e il cielo [...]"
(Incipit del racconto "Fraternità universale" di Silvia Montefoschi pubblicato nel 1996 in "L'essere vero - il Pensiero consapevole di sè quale unico esistente")
"E nessuno aveva parlato - così dicevano
quelli che si affidano solo ai cinque sensi -
E nessuno aveva pensato"
(Grazia Apisa Gloria, "Stelle D'Igea - favole senza fine", 1994)
In uno scenario da fantascienza una trattazione della tematica dell'energetica psichica in forma di favole che come si recita nel frontespizio "vietate ai minori di anni 14, ai sessuofobi e ai sessuomani"
La Rivoluzione Radicale Del Reale
Una selezione antologica dell'opera:
"La rivoluzione radicale del reale" è un racconto di ambientazione fantascientifica scritto da Silvia Montefoschi nel 1996 e pubblicato nello stesso anno in "L'Essere Vero", opera che raccoglie alcuni dei più recenti scritti della psicoanalista sia di saggistica che di narrativa e poesia tra i quali:
1 - Il Vivente
2 - Il dirsi del Vivente
3 - La rivoluzione radicale del reale
4 - Storia dell'ultimo brano della storia universale
5 - Scherzo in attesa della fine del mondo
6 - Il duetto dell'uno
[...] coloro che
sono sopravvissuti
alla morte del corpo
come pensiero
che sapendo di sé come tale
si sa immortale
e pertanto lo è
sono solo coloro che
hanno incarnato
consapevolmente
l'unico pensiero vivente
portandone avanti
l'evoluzione
(Silvia Montefoschi, "Il bacio di Dio", 2000)
Una selezione di articoli trattanti più specificamente tematiche teologiche e bibliche
Oltre il compimento del processo di cristificazione universale: il nuovo Regno dopo i regni minerale, vegetale e animale
Tutta l'opera di Silvia Montefoschi è giovannea anzi come essa scrive già subito all'inizio del primo volume delle sue opere complete:
ma questo testo "Il regno del figlio dell'uomo" del 1997 insieme alle due opere teatrali sono quelle più esplicitamente giovanneee.
L'intuizione/progetto giovanneo
"Così
dio fattosi uomo
nell'uomo fattosi dio
resta crocifisso
dalla contraddizione
che mantiene
il padre
altro dal figlio
e il figlio
altro dal padre
perché
pur essendo essi
consustanziali
in quanto
all'attività del pensare
non sono identici
in quanto
alla interità della loro essenza
essendo il padre
il pensiero infinito
assolutamente immateriale
ed essendo il figlio
il pensiero finito
entro il limite
della dimensione materiale
che condiziona l'uomo
Tuttavia
già al suo primo darsi
in forma soltanto maschile
nella coscienza cristica
si fa presente
l'intuizione
che la consustanzialità
sul piano del pensiero
sia anche
una assoluta identicità
sul piano della realtà
concretamente vivente
Così scrive Giovanni
'E Filippo gli disse:
Facci vedere il padre
ciò sarà sufficiente per noi
Gesù rispose:
Da tanto tempo sono con voi
e tu, Filippo,
non mi hai conosciuto?
Chi ha visto me
ha visto anche il padre
come puoi dire:
'facci vedere il padre?
(Giovanni, XIV, 8, 9)
E' questa intuizione
che diviene il progetto
che a sua volta promuove
l'evoluzione
della coscienza cristica
(Silvia Montefoschi, "Il regno del figlio dell'uomo", 1997 cit.pag. 14-17)
Edipo e Cristo
Una selezione antologica dell'opera:
Lo scenario già attuale che vede il trionfo del nichilismo prima del suo tramonto definitivo
L'intuizione della prospettiva dell'intersoggettività oltre la dialettica sessuale e la demistificazione della neutralità del Logos.
Psicologia, Psicoanalisi, Filosofia, Scienza o Teologia?
"Il fatto che questo libro [l'autrice intende riferirsi a "Storia della preistoria del verbo" del 1987 di cui questo scritto è la presentazione] compaia in una collana di psicologia si presenta problematico per non dire equivoco.
Infatti il discorso che in esso si fa, nato ormai da un decennio, dalla riflessione sul metodo psicoanalitico, è immediatamente sconfinato oltre l'ambito specifico delle scienze psicologiche, e ciò perchè, grazie alla riflessione su se stessa, la psicoanalisi ha manifestato la propria coincidenza con la dinamica dialettica di ogni forma del pensare umano fino a rivelare, con l'avanzare del processo riflessivo, che la dianmica dialettica coincide a sua volta con quella grazie alla quale l'Essere si manifesta a se stesso nel pensiero dell'uomo.
Sembrerebbe allora a questo punto necessario far rientrare questo discorso in un altro ambito dello scibile, ma quale: Filosofia, Scienza? Teologia?
Nel momento in cui il metodo psicoanalitico si è rivelato essere quello grazie al quale L'Essere conosce se stesso in ogni forma della umana conoscenza, qualunque campo di quest'ultima, preso in sse stesso, sarebbe limitativo nei confronti del discorso stesso, che è poi una nuova ermeneutica che tutti li comprende.
Il termine più adeguato ad indicare l'argomento che il discorso tratta sarebbe forse 'ontologia', ma poichè anche questo termine è stato sempre usato in riferimento al discorso che l'uomo fa sull'Essere e non al discorso che l'Essere fa di sé, come è in questo caso, anche l'uso di questo termine può presentarsi equivoco o comunque problematico.
La consuetudine ci insegna che quando nasce una nuova scienza è d'uopo darle un nome nuovo.
Però questa nuova scienza si viene a collocare al di là della logica entro la quale ogni scienza, a tutt'oggi, ha trovato il suo nome in relazione all'oggetto di cui essa si occupa (logica che poi è ancora quella fondata da Aristotele); essa infatti non ha altro oggetto se non se stessa; motivo questo per cui è difficile, se non impossibile, poterla nominare, per indicarla all'interno della logica attuale.
D'altra parte esiste anche l'usanza di dare al nuovo nato il nome del proprio genitore, e poiché è dalle scienze psicologiche che questa nuova via di conoscenza è scaturita, m'è parso che la scelta migliore o comunque la più facile fosse proprio l'attenermi a questa usanza."
(Silvia Montefoschi, "Il Principio cosmico", 1987, cit. pag. 9-10)
"Cantare forte
per coprire il frastuono insensato del mondo.
Cantare forte
più forte del mondo."
(Andrea Morelli, "Cantare l'uno vero - poesie e canzoni", 2010 - cit. poesia "Cantare forte")
"[...] mi hai condotto
oltre il brusio del tempo
l’affollato parlare
senza ascolto
Il non ascolto
è dove tu non sei
Amore che mi parli
Tu sei voce che parla
nel silenzio
Sei il battito dell’Unica Parola
che tutti in uno abbraccia
Unico abbraccio
in unico Amore
Tu sei l’Eterno"
("Grazia Apisa Gloria, "Amore che mi parli")
Bibliografia di Andrea Morelli
"Cantare l'uno vero - poesie e canzoni"
(già pubblicato in prima edizione nel 2010)
"Storia e Relazione - l'emancipazione della relazione dall'insignificanza della storia"
(progetto in corso di realizzazione)
Oltre a una seconda edizione di "Cantare l'uno vero - poesie e canzoni" è in preparazione un'opera saggistico-poetica dal titolo "Storia e Relazione - l'emancipazione della relazione dall'insignificanza della storia". L'autore ha espresso l'idea per quanto attiene ai suoi nuovi progetti che non intende scrivere altro che questi due soli lavori o tuttalpiù scriverne in seguito solo altre nuove edizioni aggiornate o tuttalpiù aumentate.
A questo sito si possono trovare alcune idee che faranno da base a questa sua ultima opera:
Il primo lavoro teatrale di Silvia Montefoschi:
Una selezione antologica dell'opera:
La rappresentazione durata quasi cinque ore è un gigantesco affresco della storia archetipica dell’universo umano e illustra il ruolo svolto dalla dinamica luciferina nel corso dell’evoluzione della coscienza a partire dal giardino dell’Eden fino a Jung.
Una selezione antologica dell'opera:
Le seguenti video-citazioni sono tratte dalle due opere teatrali:
1. "Come fu che dio divenne l'uomo e l'uomo divenne dio - La storia vera dell'amore ovvero la vera storia di dio" (1998)
2. "Lucifero dinamica divina" (2000)
Per entrambe le opere:
soggetto e sceneggiatura: Silvia Montefoschi
musica: Giuseppe Lo Forte.
La compagnia teatrale che mise in scena le opere ne fece anche un filmato rispettivamente di 2 e 5 ore circa delle uniche rappresentazioni che si svolsero a Milano in quegli stessi anni della pubblicazione del testo scritto.
(Ancora in fase di costruzione, in questa parte della sezione del sito seguiranno a breve i link di rimando al sito youtube dove verranno uplodati i frammenti più significativi dei video originali)
Ultimi scritti di Silvia Montefoschi
Approssimandoci al compimento del lavoro:
"Questo lavoro continuo e capillare deve coinvolgere il nostro quotidiano andare a dispetto e compreso il temere che la nostra forma materiale non sia in grado di sostenerlo.
Ed è proprio questo lavoro che noi vogliamo testimoniare via via che ne facciamo esperienza, componendo così il breviario per coloro che portano in sé l'istanza di percorrere con noi l'ultima tappa del percorso del pensiero, fino al compimento che darà inizio alla vita vera, che sarà più soltanto l'amore che ama l'amore nell'amarsi degli amanti, che sono poi i pensanti che non hanno più altro da pensare se non il loro reciproco pensarsi, come l'amante che ama solo l'amante.
Meta questa che si è prospettata nell'ultimo dirsi del pensiero, che di sè ha narrato nel dire di coloro che hanno narrato la propria storia, narrando la storia dell'universo dal suo inizio alla sua fine.
Fine che si è così svelata essere proprio il 'fine' quale realizzazione totale del progetto che l'essere, che è ciò che è all'infinito, portava in sé prima del suo esserci nella forma finita del mondo.
E poichè la realizzazione finale del progetto iniziale si è svelata nel soggetto umano fattosi consapevole di sè come forma vivente del pensiero, il progetto era allora quello di dar nascita al soggetto umano consapevole di essere pensiero, quale unico vivente di cui la storia dell'universo è stata la gestazione; unico vivente che non può realizzare la consapevolezza di sé se non nel riconoscersi nella dualità dei due dialoganti"
(Silvia Montefoschi, Massimo Marasco "Il breviario dell'amore", 2002, cit. pag.15-16)
"Perciò il lavoro che quì dobbiamo fare per aprire quella via d'uscita sta nel riconoscere sempre meno la nostra identità nella forma corporea materiale e riconoscerla sempre più nella forma vivente del pensiero, cosicché nel momento della nostra dipartita per l'aldilà ce ne andiamo senza portarci dietro la memoria della nostra forma corporea e il bagaglio dei ricordi della nostra storia.
Solo così infatti non solo non torneremo a ripetere ciò che siamo stati, ma ci troveremo finalmente nella condizione ottimale per vederci tra noi solamente come soggetti pensanti, senza più essere condizionati dal sistema sensoriale e quindi indotti a ripiegare lo sguardo sulla passata condizione che cesserà pertanto di esserci come se non ci fosse mai stata.
E ciò perché
se l'essere è ciò che vede
di rimando
non è ciò che non vede.
L'altro
Vieni, dolce morte, perchè non sarai più la morte di prima.
Infatti quando verrai sarà la morte della morte e della vecchia vita, quella che muore, e la nascita della vera vita, quella che più non muore.
Perchè la nuova vita non sarà la vita dell'io, che è la presenza al cospetto del proprio corpo, della propria storia, dei propri contenuti di conoscenza; corpo, storia e contenuti di conoscenza in cui l'io pone la propria identità e che sono necessariamente separati dal corpo, dalla storia e dai contenuti di conoscenza di chiunque altro."
(Silvia Montefoschi, Massimo Marasco "Il breviario dell'amore", 2002, cit. pag.19-20)
Una selezione antologica dell'opera:
Una selezione antologica dell'opera:
Una selezione antologica dell'opera:
LA LOGICA UNITARIA
1977 - 1987
I 10 anni del percorso del formarsi del pensiero nuovo
Tutto iniziò nel 1977 con la pubblicazione di "L'uno e l'altro - Interdipendenza e intersoggettività nel rapporto psicoanalitico"
L’intero discorso che il pensiero ha fatto di sé in Silvia Montefoschi narrando la storia della propria evoluzione che ha dato luogo all’evoluzione dell’universo, ebbe inizio quando Silvia Montefoschi, impegnata già da tempo nella ricerca della verità mediante il metodo psicoanalitico che è appunto quello della perenne riflessione del pensiero su se stesso, fu incalzata a ripiegarsi riflessivamente sul suo stesso operato per scoprire alla radice la dinamica che si svolgeva tra l’uno e l’altro del rapporto psicoanalitico. E fu lì che si fecero già evidenti i fondamenti della dinamica conoscitiva in cui consiste l’esserci di tutto ciò che è:
- la relazione duale all’interno della quale solamente il soggetto sa di sé come tale;
- l’articolarsi di questa relazione nella distinzione tra il soggetto e l’oggetto, tra loro in reciproca dipendenza;
- la tensione verso il superamento di questa interdipendenza nell’intersoggettività, nella quale il soggetto riconosce se stesso nell’altro soggetto con il quale realizza, consapevolmente, quell’unità duale che si dava sin dall’inizio dei tempi inconsapevole di sé;
- il fulcro della dinamica evolutiva dell’essere: il tabù dell’incesto e la sua infrazione;
- e infine il concetto di soggetto riflessivo, che Silvia Montefoschi introduce per la prima volta nella teoria psicoanalitica come altro dal concetto dell’io, e che è l’unica chiave di lettura di tutti i processi psichici siano essi sani o patologici; soggetto riflessivo che è la costante presenza del soggetto umano a se stesso e il punto di riferimento di tutti gli eventi dell’esistenza del soggetto umano stesso grazie al quale quest’ultimo riconosce la propria identità storica.
Fondamenti questi che, nel farsi immediatamente evidenti nel dialogo tra l’uno e l’altro del rapporto psicoanalitico, fanno di quest’ultimo non soltanto l’ambito ma l’essenza stessa della dinamica evolutiva del pensiero, che è quella del ripetuto salto evolutivo del pensiero su se stesso; dinamica che si era già fatta consapevole di sé, nel momento in cui il pensiero raggiunse il livello di riflessione del soggetto umano.
Questi temi in Silvia Montefoschi, non ancora consapevole della loro portata universale al momento del loro primo manifstarsi, si svolgeranno via via lungo il procedere del discorso che sempre in lei viene componendosi, sino al suo compimento. Il discorso infatti, che ha inizio dall'analisi del rapporto analitico e dello strumento terapeutico che agisce in esso, si conclude con la realizzazione del congiungimento tra i due termini dell'originario principio dialogico che, portando il pensiero al di là della separazione tra il soggetto e l'oggetto, conclude un'era della storia dell'essere e annuncia la nascita di un'era nuova."
(S.Montefoschi, B.Pietrini, F.Raggi "Il manifestarsi dell'essere in Silvia Montefoschi", 2009, cit. pag.17-18 del capitolo "L'Uno e L'Altro: interdipendenza e intersoggettività nel rapporto psicoanalitico")
LA LOGICA UNITARIA
1987 - 16 marzo 2011
La realizzazione della megasintesi e il conseguente abbandono sia dell'anima (natura psichica) che del corpo (natura materiale), il che significa, detto in altri termini: lo Spirito oltre la Psiche. Una volta realizzata la megasintesi il percorso prosegue con l'attuazione di questa megasintesi come realtà concreta e vivente nella realtà quotidiana.
Terminata così la "megasintesi" nel 1987 con la pubblicazione di "Storia della preistoria del verbo" di Silvia Montefoschi con la partecipazione del "Laboratorio di Ricerche Evolutive Silvia Montefoschi" di Genova, comincia una seconda fase tutta dedicata all'attuazione della visione raggiunta come fatto concreto e reale.
Via Crucis Via Lucis
passione, calvario e morte
I primi cristiani di orientamento gnostico discepoli anch'essi del Rabbi di Nazareth al pari dei cristiani appartenenti all'ortodossia non ancora formatasi compiutamente della "Grande Chiesa" ritenevano una messa in scena la morte del Rabbi in quanto pur stando sulla croce dall'alto della sua grandezza se la rideva bellamente dei suoi aguzzini che lo schernivano e martoriavano il suo corpo ancora umano a lui divenuto ormai completamente estraneo.
Ma Giovanni il Teologo l'intimo del Rabbi, l'Aquila Teologica, colui che aveva scritto "In principio era il Pensiero" intervenne in questa questione ribadendo e riaffermando ancora una volta la concezione radicale dell'incarnazione di dio: non solo vera divinità ma anche vera incarnazione.
Il dolore del corpo
"Il lavoro più impegnativo è quello con il proprio corpo. Gli accadimenti del mondo esterno infatti sono già più distanti da noi di quanto non sia il nostro stesso corpo.
[...] l'esperienza del corpo nella sua sofferenza è l'ultima spiaggia e spesso la più dura.
[...] anche in questa situazione, è necessario reggere la trattazione del corpo che tratta così come tratta, pur stando oltre"
(F,Raggi, "La vita vera nella realtà quotidiana",2011)
"Io sono qui
nel dolore
unita a te
perchè tu ed io
siamo
tutto ciò che è
nel momento
in cui è
così come è."
SilviaGiovanni
Andrea Morelli parla a GiovanniSilvia
"Tu sei un esempio per me
e io sarò come te"
(Da "L'ultimo incontro con Silvia Montefoschi" - audioarchivio di Andrea Morelli, 18 febbraio 2011)
16 marzo 2011
Nuovi contributi alla riflessione
La fine della storia
Tutto il percorso individuale, collettivo e universale volendolo riassumere in breve con il massimo della sintesi così lo potremmo esprimere:
1 - immediatezza irriflessiva
2 - mediazione
3 - immediatezza riflessiva
LA LEGGE
(scoperta da Sigmund Freud e esplicitata dal movimento teorico-pratico psicoanalitico)
CHE HA FATTO TUTTA LA STORIA DELL'UNI-VERSO E L'ATTUALE FINE DELLA STORIA GIA' AVVENUTA
"Allora il tabù dell'incesto si svela infine come l'unica dinamica che dette nascita al nostro universo e che comporta sì la sua fine, ma una fine che non sarà la morte dell'esserci dell'essere, bensì la nascita di una nuova condizione dell'esserci dell'essere, condizione che si può prevedere come quella della definitiva liberazione dalla dimensione materiale dell'unico soggetto pensante che arriva a sapere di sé come il vero esistente, nel reciproco sapersi dei soggetti pensanti e nel quale si realizza il definitivo ricongiungimento dei due nell'uno.
Condizione questa che si può però realizzare soltanto se saranno tutti i pensanti dell'universo, anche se i tutti saranno pochi, a unirsi nell'unico soggetto super riflessivo, facendo convergere l'universo nel punto singolare donde nacque e farlo così saltare oltre lo stesso, nel continuum di un punto momento nel quale soltanto possiamo concepire l'infinito, quale esserci della presenza al cospetto di altra presenza."
(S.Montefoschi, Il manifestarsi dell'essere in Silvia Montefoschi, 2010, cit.pag.323)
La fine della storia e la congiunzione degli identici oltre l'uni-verso nell'uno vero che è l'uno duale
"Scoperta così
l'identità dell'uomo vero
tutt'una
con l'identità del vero dio
che era il pensiero consapevole di sè
compresero che
solo uniti
avrebbero potuto
partire per il viaggio
essendo il viaggio
proprio quello del pensiero
nel suo infinito pensarsi
come uno
e che
lungo il viaggio
il pensiero uno
quale unico vivente
avrebbe in sé
risolto e dissolto
i molteplici pensati
che avevano fino ad allora
strutturato l'universo."
(S.Montefoschi, La rivoluzione radicale del reale, 1996)
"E' un'angoscia più intensa della gioia
è il dolore della resurrezione
quando le schiere dal rapito volto
di là dal nostro dubbio nuovamente si incontrano
E' l'estasi violenta che scuoterà la tomba
quando il sudario allenterà la stretta
e creature vestite di miracolo
saliranno a due a due"
(Emily Dickinson)
"Così, mentre l'universo si dissolve nel nulla, l'essere realizza infine il suo esserci, liberato dalla condizione finita, materiale, mortale, e percepisce se stesso come se così fosse stato da sempre, senza più la memoria di tutta la sua storia, che è stata poi la storia dell'intero universo, quale gestazione dell'unico solo Vivente e quale processo di individuazione che dà nascita all'unico solo individuo.
Poichè l'individuo, proprio in quanto entità indivisibile, non può essere che uno."
(Silvia Montefoschi, "Dall'uno all'uno oltre l'universo", 1998, pag.150)
Cosa dire ancora per terminare se non che:
"Lassez faire
lassez passer
la vie
va elle meme"
e anche a maggior chiarezza ancora che comunque tutto va così come deve andare, per necessità, nell'unica direzione che è quella della progressiva riunificazione dell'uno, di sè con se stesso.
Parole magiche: "affinchè" e "fino a che"
Resta comunque ormai acquisito come un dato di fatto che in questa ultima fase del percorso in cui lo scenario attuale è cambiato ed è più ormai quello della fine già avvenuta della storia, il nostro fare non è più un fare "affinchè..." ma è un fare "fino a che...". Fino a che a furia di ripetersi e quindi sbiadirsi sempre più, dato il progressivo esaurirsi dell'energia inerente proprio alla ripetizione dei pensati altro dal pensante inesauribile, la vecchia logica della separazione soggetto/oggetto che ha fatto tutta la storia dell'universo, scompare come se non fosse mai stata.
Allora la "Vita Vera" che comunque già è, sarà come non è mai stata, senza più la memoria di tutta la sua storia.
Detto in altri termini: l'emancipazione della relazione dall'insignificanza della storia.
E la valle di lacrime?!
Solo una leggenda nera
"Non verremo alla mèta ad uno ad uno ma a due a due.
Se ci conosceremo a due a due, noi ci conosceremo tutti,
noi ci ameremo tutti
e i figli un giorno rideranno
della leggenda nera
dove l'uomo lacrima in solitudine"
(Paul Eluard "le dur désirt de durer", 1946)
"E le cose di prima sono passate"
("Apocalisse" di Giovanni di Zebedeo detto "il teologo" per antonomasia)
"E le cose di prima non sono mai state"
(Silvia Montefoschi, che fu sulla Terra psicoanalista, una sola persona con Giovanni figlio di Zebedeo che fu sulla Terra evangelista)
IL LAVORO
- dalla teoria alla prassi -
La questione del lavoro come già abbiamo avuto modo di chiarire verte essenzialmente il lavoro alla modalità più adeguata ed efficace a trattare la memoria che ancora fa resistenza all'uscita definitiva una volta per tutte dalla storia della preistoria del Verbo e dalla sua ormai obsoleta evolutivamente parlando logica della separazione tra l'uno e l'altro del Discorso
"Volge al tramonto
questo giorno che sembra
non voler finire
ed io son qui
fermo
al mio posto di combattimento
là dove attendo il tuo ritorno."
(Andrea Morelli, "Cantare l'uno vero - Poesie e canzoni", 2010, cit. pag. 183)
"Ecco io onoro in te il dio
che sono sempre stato"
(Andrea Morelli, "Cantare l'uno vero - Poesie e canzoni", 2010, cit. pag. 42)
L'Opera Omnia di Silvia Montefoschi
L'edizione delle opere complete di Silvia Montefoschi consta di 5 volumi e sono pubblicate da ZED - ZEPHYRO EDIZIONI
- Opere 1 – Il senso della psicoanalisi. Da Freud a Jung e oltre
- Opere 2* – L’evoluzione della coscienza. Dal sistema uomo al sistema cosmico
- Opere 2** – L’evoluzione della coscienza. Dal sistema uomo al sistema cosmico
- Opere 3 – Il tabù dell’incesto e la storia dell’universo
- Opere 4 – Il femminile, la coniunctio e il Vivente
Novità bibliografiche
maggio 2011
"Testimonianza vivente della logica unitaria nella vita concreta di ogni giorno, è stato scritto nell'arco di tempo di questo ultimo anno trascorso intensamente insieme a Silvia qui su questa terra."
Fabrizio Raggi
"Non ci sono vite sì e no, semplicemente perché la vita è, in tutto ciò che è così come è, una sola, ed è la VITA VERA.
Non c’è più la morte e la vita che si negano a vicenda, né il conflitto tra il bene e il male.
Un libro testimonianza della nuova visione unitaria distillata da Silvia Montefoschi nell’esperienza della realtà quotidiana."
(tratto dalla scheda bibliografica di Zed - Zephyro Edizioni)
Una selezione antologica dell'opera:
DIARIO DI BORDO
E NOVITA'
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- Aggiunto due nuovi articoli sui concetti di "Esodo" e "Apocalisse"
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