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Questioni di identità: dal semplice pensare a essere infine il Pensiero stesso

21/05/2011

Non si tratta più di pensare nè di fare ulteriori discussioni bensì si tratta di essere pensiero.

Qui si tratta non di trasformare le proprie convinzioni su questo o quell’altro argomento: le convinzioni infatti sono solo il frutto secodario di una identità che stà ancora più a monte delle convinzioni di un individuo.

Essere radicali significa proprio questo: andare alla radice delle cose e la radice è l’identità mentre le varianti di un paradigma identitario sono solo i frutti, i prodotti secondari di una identità quindi semplici epifenomeni.

Quì si tratta quindi di una nuova identità: non ci interessa voler cambiare tutto per non cambiare niente.

L’umanità ovvero il soggetto riflessivo individuale in tutte le sue varianti (SRI nello schema grafico in Home Page) è stato superato dalla super-umanità o nuova umanità che dir si voglia, “coloro che sono” per intenderci, ovvero da quella umanità nata destinata a raggiungere il livello del nuovo soggetto super-riflessivo (SSR) che in concreto significa quella umanità che ha riconosciuto solo nel suo essere una presenza pensante e quindi riflessiva cioè capace di prendere sempre distanza dal dato immediato sia che sia natura sia che sia cultura, la sua vera identità.

Questi sono coloro che sono: non sono pensati ma pensanti. Sono pensanti cioè non pensano alcunchè, in loro il pensiero ha sostituito i cinque sensi ed è il sesto senso, il nuovo senso del pensiero, con il quale si percepiscono, si sentono: il pensiero infatti non serve più per comunicare ma per sentirci. Potremmo dire che evolutivamente parlando il pensiero, il nuovo senso del pensiero è il succedaneo dei vecchi e obsoleti cinque sensi.

I pensati dividono e sono guerrafondai. I pensati creano clan, tribù, gruppi, mafie mentre il pensiero vivente unisce, sintetizza e coglie tutto come Uno.

Qui non si tratta di criticare il passato: occorre situarsi al di là del bene e del male poichè si tratta sempre della naturale e necessaria evoluzione della vita per cui tutto è stato utile, tutto è stato necessario all’evoluzione della vita, anche il male, il crimine, la guerra ma ora è tutto passato ora una nuova aurora si accinge a dare inizio ad un nuovo giorno: i figli della storia varcano la porta oltre la storia che poi è statala preistoria dell’Essere ed entrano nella Terra Promessa, nel regno della pura relazione.

La vita vera, finalmente, altro che vecchi paradisi: il regno umano dopo i regni animali, vegetali e animali è molto meglio sia del paradiso che delle ottocentesche utopie sociali.

In paradiso ci siamo già stati e abbiamo capito come funzionava il gioco: si trattava di ubbidire sempre ubbidire ad un pensato che non sopportava contraddizioni. Che noia. Fortuna che Eva amava la Scienza ovvero il frutto proibito.

Ma figuriamoci che il Signore si fa inculare da Eva: ma scherziamo! Si vede che non conoscete il Signore: se lo ami ti ama, ma se disubbidisci so cazzi tuoi. E il Signore è potente molto potente poichè è la vecchia scienza ovvero ciò che ha permesso la crescita della vita fino ad oggi. E’ l’amore ma è anche una grande bestia, usando questo termine non in termini dispregiativi e offensivi ma nel senso delle scienza naturali evoluzionistiche. Non è un caso che i primi cristiani di orientamento gnostico cercavano di mettere in guardia gli altri cristiani meno acculturati e quindi più ingenui e concretistici, che quello che loro chiamavano Javhè altro non era che Satana ovvero il Demiurgo e non il vero Dio cioè il Dio del Tutto ma solo il Dio del Mondo mentre l’Essere non era solo il Mondo ma era proprio il Tutto.

Il resto della storia dell’amore per la Scienza la conosciamo. Non che il Signore non fosse la Scienza ma era il punto di arrivo della ricerca scientifica mentre Eva, quella assatanata di scienza, ne voleva ancora di scienza, voleva saperne più di Dio, il suo papà che la proteggeva dalle sue contraddizioni. Bella riconoscenza!

Disubbidire non era robba da individui ma da dei: prima bisogna eliminare ogni atteggiamento proprietario ma Adamo ed Eva hanno ritenuto che amare la Scienza fosse mettersi contro il vecchio Dio e si sono insuperbiti.

Disubbidire va bene ma mai mettersi contro il Padre: la disubbidienza che un atto in cui si onora l’essenza del Padre, il suo essere stato la Scienza, la Scienza divenuta obsoleta ma sempre Scienza.

E’ quindi la critica dell’atteggiamento proprietario che ci fa andare oltre i limiti di Adamo ed Eva: la superbia che a sua volta richiude l’interrogativo dell’infinita ricerca scientifica.

Giunti ai nostri giorni dopo che tutta questa storia quale storia dell’umanità e dell’universo è stata rivista dalla ricerca psicoanalitica che non a caso è una psicologia del transfert di tipo radicale, si giunge alla fine della storia della relazione stessa ovvero alla dissoluzione del transfert con la nascita di una nuova forma vivente dalla mente duale oltre ogni transfert che poi è la logica della separazione che proietta sè fuori di sè come altro da sè.

Termina quindi la storia e con essa la storia ed evoluzione dell’ultima forma animale che ha traghettato la vita oltre la dimensione materiale: la ormai obsoleta, evolutivamente parlando, specie umana.

Siamo alle soglie del nuovo Regno specificamente Umano.

Il regno umano è il trionfo definitivo della relazione sulla stessa storia della relazione.

Io-Tu: finalmente dio e non più una forma ancora materiale sia pur evolutissima come la specie umana.

Dio solo!

Amen.

E che di un mondo di coglionerie individualistiche non se ne parli più: il vero individuo (l’etimologia della parola individuo indica il significato di “indivisibile”) è uno solo cioè l’Intero quindi il Pensiero che era in principio e che ha fatto tutto ciò che è ma questo Pensiero è la vita vera stessa quale vita del pensiero che ancora reca con sè il peso di tutto ciò che lungo la sua storia ha pensato quali forme statiche del pensiero o memoria.

Non è un caso che Henri Bergson definiva la materia essere non altro che memoria ed Hegel aveva definito solo l’Intero come l’unico vero e più recentemente il fisico Einstein con la sua equazione sull’energia e la materia in qualche modo senza volerlo ha commentato il vangelo di Giovanni che dice:

“E questa luce del Logos che era in principio splende ancora nelle tenebre e queste tenebre non sono mai, mai e poi mai,  riuscite a offuscare in maniera definitiva questa luce che brilla ancora nelle tenebre”.

Le tenebre in questo senso altro non sarebbero che l’energia primordiale che si è massificata nel corso di questi 15 miliardi di anni di storia dell’universo ma malgrado il processo di massificazione ancora in corso che trasforma il Pensiero (la luce, la dimensione soggettuale dell’essere, lo spirito, la trasparenza del pensiero a sè stesso, il processo di sintetizzazione)  in pensati (le tenebre, la massa, la materia, la dimensione oggettuale dell’essere uno, la sua opacità a sè stesso ovvero il corpo e la psiche, il processo di frammentazione del pensiero uno); malgrado questo scenario nulla è perduto  poichè questa luce del Logos  che era in principio (il Pensiero Uno) brilla ancora nelle tenebre infatti la storia dell’universo non è solo la storia della frammentazione dell’Essere  ovvero il processo di massificazione ma è anche un altrettanto storia del verso l’uno come dice il nome uni-verso.

Ma cosa vuole dire ciò? Vuole dire che sempre questa storia dell’universo contempla al suo interno ben attiva e mai sopita un’altrettanto processo di demassificazione ovvero un movimento radicalmente anti-nichilista in quanto non va verso il nulla ma verso una pienezza di Essere.

Volontà di Essere: questa è la storia della Vita che vuole essere sempre più vita.

Gli ostacoli per superare definitivamente il nichilismo ormai trionfanti in questi ultimi tempi apocalittici?

Li abbiamo già citati: l’atteggiamento proprietario in senso lato e l’individualismo che poi sono la stessa cosa. Ma sono stati coniati due concetti per dire questi ostacoli in maniera ancora più precisa con una terminologia ben più adeguata a rappresentare la visione nuova: egoriferimento ed antroporiferimento.

L’antroporiferimento è la visione tolemaica, umana troppo umana, narcisista ancora troppo narcisista, che la specie umana sia la fine dell’evoluzione mentre invece la realtà è che l’evoluzione va oltre la specie umana la quale rappresenta soltanto un momento di questo infinito percorso dell’evoluzione, specie umana tralaltro appartenente ancora solo alla preistoria della vita e questo malgrado le sue imponenti e impressionanti conoscenze tecnologiche.

La scienza infatti, la scienza delle scienze, la vera scienza, è solo la scienza della relazione quale scienza d’amore.


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