Amore interdipendente e amore intersoggettivo
LA RELAZIONE INTERSOGGETTIVA
“Dove non c’è l’essere e l’esserci in libertà, c’è la catena che asservisce e imprigiona, la catena interna della dipendenza, catena che proietta su altri la propria dipendenza.
Il soggetto libero può solo sottrarsi per non essere, a sua volta, asservito; per non continuare il gioco delle parti, dei ruoli che ripetono un vizio antico appreso nell’infanzia. Il soggetto libero può anche restare nella relazione, trattando la soggettività dell’altro come libera, finché l’altro non si riscatti dal giogo ch’egli stesso si è imposto per paura di perdersi, perdendo l’altro, per paura di amare in libertà.
Ma questo amore in libertà è un’uscita dai ruoli istituzionalizzati; per questo viene rimosso e negato, perché è infrangere un ordine di schemi relazionali.…. L’esperienza della Soggettività, come esperienza che tratta e realizza il dirsi profondo che si fa parola in sé e nell’altro, è la meta che sottende ogni relazione, nella sua spinta verso l’evoluzione dell’essere e della coscienza di essere.
L’amore intersoggettivo non ha strategie.
Ci sono strategie dell’amore dipendente. L’amore intersoggettivo non ha strategie. Si dona essendo semplicemente se stesso.”(Grazia Apisa Gloria, “Ti amo – Dalla dialettica al dialogo”, 1994)












































