Il sogno
« Nell’[...] episodio onirico avviene che, camminando io lungo la “strada” mi viene incontro un uomo con il volto di Hegel che nel presentarsi mi dice di essere un teologo. L’uomo si scusa di non potermi dare la mano essendo le sue mani ormai ritorte; motivo per cui, egli mi spiega, non può scrivere e deve pertanto morire, sicchè ha deciso di uccidersi e lasciare in eredità gli occhi alla figlia. »
(Montefoschi, “Psicoanalisi e dialettica del reale”, pag.135)
L’elaborazione del sogno
“Come teologo, Hegel è pertanto (come ogni teologo a tutt’oggi) il sostenitore della trinità maschile di Dio, dove è soltanto il figlio (giammai la figlia) consustanziale al padre, e ciò perchè è l’uomo (e non la donna) identificato con il soggetto conoscente, dove si realizza la dinamica riflessiva del pensiero, che è appunto lo Spirito che consustanzia il figlio e il padre, quali manifestazioni individuale l’una, universale l’altra, della dinamica stessa.”
(Montefoschi, “Psicoanalisi e dialettica del reale”, pag.135)
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